Giorgio La Nasa, prorettore per le attività sanitarie, ha sottolineato la pregevolezza del lavoro condotto dai vincitori: “Il lavoro svolto - ha detto - ha coinvolto la Commissione giudicatrice nella condivisione dell’entusiasmo col quale i giovani studiosi hanno saputo approfondire le tematiche oggetto di tesi. Il nostro augurio è che possano conseguire nuovi e maggiori riconoscimenti in un settore disciplinare bisognoso di sempre nuova linfa per il benessere della collettività”.
“Si può contribuire al benessere della collettività sia attraverso l’immediato impiego delle conoscenze mediche - ha commentato Aldo Urru, Direttore Generale dell’Università di Cagliari - sia attraverso il supporto di quelle competenze che - pur estranee all’area medica - offrono l’opportunità di cogliere gli sbocchi più idonei per il massimo progresso del capitale tecnologico”. Susanna Barella, responsabile della Direzione della Struttura Semplice Dipartimentale Talassemia delPresidio Ospedaliero "Aantonio Cao", ha infine ricordato come l’Ateneo ha visto crescere, nel corso dei decenni, generazioni di studiosi di Medicina: “I sacrifici affrontati durante gli anni di studio - ha detto - costituiscono il denominatore comune di quanti hanno contribuito al miglioramento delle condizioni e delle aspettative di vita dei pazienti talassemici”. Alla cerimonia erano presenti il dottor Marrocu e - in rappresentanza della dott.ssa Deidda - la mamma Marilena Ferrai. Al termine è stata data lettura di un breve messaggio di saluto e di ringraziamento da parte dei promotori dell’iniziativa, i coniugi Franco e Elisabetta Marini, che non hanno potuto partecipare alla consegna dei premi.
Il Premio assegna un riconoscimento per incoraggiare le nuove leve di medici, ricercatori e personale sanitario avviate sulla scia dei loro maestri e predecessori che hanno spostato la finalità degli interventi dalla sopravvivenza a termine (anni ‘60/’70/‘80) alla prognosi aperta, e anche per far sapere ai rappresentanti eletti nelle sedi istituzionali e alle realtà formative ed economiche dell’isola che l’attività medica portatrice di speranze per la vita dei talassemici necessita di integrazioni irrinunciabili sul versante della formazione, non difformi da quelle di altri soggetti, nonché di un accompagnamento competente per l’avviamento e un primo ingresso nel mondo del lavoro.
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