Unioni dei Comuni di Medio Campidano, Marmilla e Linas: progetti per 390 milioni di euro


di Manuela Corona
La questione questa volta è seria: il Medio Campidano vuole prendere in mano le redini del turismo e dell’accoglienza e ripartire da lì. Come fare? Collaborando e facendo rete tra operatori e professionisti del settore, ma non solo. Perché per raggiungere l’obiettivo, per la prima volta insieme, l’Unione dei Comuni Terre del Campidano, l’Unione dei Comuni della Marmilla e l’Unione dei Comuni Linas e Dune di Piscinas vanno verso l’imminente firma del protocollo di intesa per portare avanti il progetto “Restart. Rilancio Economico mediante Sviluppo del Turismo e l’Accessibilità per il Rimodellamento Territoriale”: se n’è parlato in un incontro  a Sardara nel centro di aggregazione sociale. Il progetto parte dalla volontà del Ministero dell’Economia che, per mezzo di Invitalia, sostiene quelle aree del Paese dove lo sviluppo economico stenta, e non certo da oggi, a decollare: «Il Governo ha chiesto ai Comuni se avessero dei progetti pronti e la nostra forza sarà quella di presentarne in quantità», dichiara Alessandro Merici, sindaco di Lunamatrona e presidente dell’Unione della Marmilla. E infatti a oggi i progetti presentati sono 85 per una richiesta di finanziamenti di circa 390 milioni di euro, che trovano spazio all’interno del budget complessivo stanziato per il sud-Italia di 55 miliardi di euro, di cui sono stati spesi fino a ora solo 5. I due terzi del progetto riguarderanno la viabilità e i collegamenti da migliorare e, contestualmente, si punterà sullo sviluppo del turismo: «Vogliamo mettere in stretto collegamento la Giara di Gesturi con le spiagge della marina di Arbus. Solo facendo forza sull’Unione dei Comuni possiamo mettere le basi per il futuro e frenare il crescente spopolamento di questo territorio», sono le parole di Roberto Montisci, sindaco di Sardara e presidente dell’Unione Terre del Campidano. Esprime perplessità Antonio Marrocu, presidente del Gal Campidano, in bilico tra ottimismo e scetticismo: «Una firma non si nega a nessuno, ma il vero problema da abbattere è la burocrazia». L’atmosfera generale è comunque permeata di entusiasmo e fiducia e, anche se i progetti non sono stati svelati, lo saranno a breve poiché «il documento ufficiale verrà reso consultabile – promette il curatore del progetto Mattia Putzu, della società di consulenza Prima Idea – e si potrà comunque intervenire con modifiche e migliorie anche durante la fase esecutiva». Le Unioni dei Comuni non saranno i soli a far parte del progetto, ci sono anche la provincia del Sud Sardegna, l’Aspal, l’agenzia Laore, i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, le sedi di Coldiretti e Confagricoltura di Cagliari, la Cia Medio Campidano, la Coopagri, la Confapi Sardegna, la Confederazione Nazionale Artigianato, la Confcommercio del Medio Campidano, Confesercenti, Confartigianato e Confindustria di Cagliari, la Lega Cooperative del Medio Campidano, i tre Gal del Campidano, Marmilla e Linas, il Consorzio Industriale di Villacidro, il Consorzio Turistico de Sa Corona Arrubia, il Flag Pescando.

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