Il tecnico Massimo Scanu dopo una lunga lotta con la burocrazia è riuscito a inserire le miniere del Colle Monreale nel Cammino di Santa Barbara
di Paolo Salvatore Orrù
“Un sogno che si avvera: date massima diffusione”. Passione e dedizione, caparbietà e coraggio, ma soprattutto tanta voglia di far conoscere al mondo un microcosmo ricco di storia, sono stati il motore di una idea straordinaria di Massimo Scanu, una visione che d’ora in poi metterà Sardara al centro del Cammino di Santa Barbara, uno dei progetti turistici più importanti della Sardegna (è stato eletto cammino più bello d’Italia): percorre un anello lungo la costa ovest della Sardegna e nell’interno.
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Giampiero Pinna[/caption]
Il 13 maggio, nel Cineteatro di Sardara un tassello in più si è aggiunto, dunque, al progetto portato avanti con tanto impegno dal compianto Giampiero Pinna, un geologo che agli albori degli anni 2000 aveva guidato l’occupazione della miniera di Monteponi, una lotta che aveva portato all’istituzione del Parco geominerario e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco.
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Massimo Scanu[/caption]
Per ottenere questo prestigioso risultato Massimo Scanu ha lavorato per ben 6 anni. Tutto è iniziato nel 2007, quando il giovane tecnico aveva presentato alla comunità di Sardara il contenuto della sua tesi di laurea: «Il mio studio mirava a ricostruire storicamente le miniere del colle di Monreale, ricercato anticamente per il piombo e lo zinco e negli anni "50 per la fluorite". Lo studio prevede la riqualificazione in foresteria e museo dell’ex Palazzina e del magazzino, con l’obiettivo di “valorizzare dal punto di vista turistico un sito posto al centro del Mediterraneo, che presenta una serie di peculiarità minerarie, geologiche, archeologiche e floristiche», ha spiegato l’ingegnere. La presentazione di questo piano di lavoro era avvenuta nella sala del Cineteatro di Sardara, era stato un successo, anche grazie all’organizzazione della Proloco e del Comune. All’evento partecipò un folto pubblico e in quell’occasione furono premiati i minatori e le cernitrici ancora in vita. «In quel frangente, comunque, emersero vari problemi, tutti legati alla pericolosità del luogo: perché i vetusti scavi minerari aperti e abbandonati potevano risultare pericolosi per gli eventuali escursionisti». Il convegno ebbe un importante riscontro nei media, “intervennero anche i giornalisti Striscia la Notizia”. Grazie a questo tam tam si ottennero i fondi per la messa in sicurezza dell’area.
«Sembrava quindi possibile progettare un nuovo futuro per quel sito ricco di storia, invece per anni questo progetto è stato dimenticato (“qualche escursione in occasionedi qualche evento o festa paesana, ma nulla di più"). Ora, nel 2023, grazie anche alla caparbietà di Fabio Loi, l'attuale presidente della Proloco, «si è riusciti ad attrezzare quattro sentieri all’interno del colle. Attraversano Monreale, Perda Lai, Pitzu Lacana e il Castello Medievale, le tre principali miniere dell'area», ha spiegato Scanu. Saranno proprio questi quattro sentieri che entreranno a far parte del Cammino Minerario di Santa Barbara. «Sabato 13 maggio 2023 abbiamo presentato alla comunità questo progetto di valorizzazione e tante altre idee che trasformeranno il colle di Monreale in un luogo della memoria, una sorta di parco da vivere e fruire. Domenica 14 maggio, un’escursione nei sentieri del Monreale ci ha permesso di immergersi nella storia del luogo», ha concluso il tecnico.
Per chi vuole sapere di più: minieredisardegna.it.
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