La “resa” sulla legge urbanistica si aggiunge alle incertezze di questa giunta regionale sui temi dell’occupazione e dello sviluppo, sulle politiche dei trasporti e sulla riforma sanitaria. A poco o nulla servono le rassicurazioni sulla tenuta dei conti se, infine, il sistema sanitario viene smantellato dai territori con una riforma che taglia i presidi – anche il neoeletto sindaco Pd di Iglesias ha fatto le barricate per difendere gli ospedali della sua città – e risulterà incapace di migliorare i servizi per qualità e efficienza.
A distanza di dieci anni il centrosinistra sardo arriva alle elezioni regionali ancora diviso, segnato dalle lotte interne al Pd. Oggi stupisce, tuttavia, la sfrontata autoreferenzialità di questa mediocre classe politica, completamente sorda al grido di lamento e ai segnali di malessere lanciati dai sardi. Una presunzione che rende questo Pd molto simile a Forza Italia: chi pensava a una grande coalizione non l’ha sparata grossa. E, probabilmente, se la cosa fosse andata in porto avrebbe reso un enorme favore alla sinistra sarda – finalmente liberata dalla “cappa democratica” – e alla politica isolana tutta, offrendo l’opportunità di mandare a casa un ceto politico che si è dimostrato inadeguato e incapace di governare l’Isola.
Walter Tocco
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