Turismo: tasse e spiagge ad accesso limitato


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>L’isola si prepara ad accogliere turisti e turismo. La stagione è iniziata all’insegna della tutela delle spiagge e delle coste soprattutto nelle zone in cui la concentrazione di turisti è altissima. Da Villasimius ad Alghero, sono oltre venti i Comuni che hanno scelto di applicare la tassa di soggiorno al fine di salvaguardare il bene ambientale.  E la regola vale non solo per gli alberghi, ma anche per le case private in affitto. La scelta di imporre la tassa di soggiorno approda non solo nei Comuni che si affacciano sul mare, ma anche nelle grandi città, come Cagliari e Sassari. Olbia ha imposto la tassa nel Luglio 2017 iniziando a riscuotere a Novembre. Sant’Antioco, invece, ha iniziato quest’anno, due mesi fa. Fino al 3 Ottobre la tariffa prevede 50 centesimi al giorno per ogni pernotto  con un massimo di cinque pernotti consecutivi,  purchè effettuati nella stessa struttura. A Stintino, invece, la decisione è stata presa a Dicembre. La tariffa è stata applicata fino al 31 Ottobre. [caption id="attachment_19891" align="alignnone" width="630"] Marina di Arbus Torre dei Corsari Turisti Danesi foto fernanda pinna26-07-08[/caption] Ma la tassa di soggiorno non è l’unica misura che il Comune ha deciso di adottare. Per proteggere La Pelosa è stato varato un regolamento che prevede il divieto di fumare in spiaggia ma soprattutto, decisione che ha fatto molto discutere, il divieto di portare e sistemare gli asciugamani a meno che non siano stuoie. Le ragioni sono comprensibili e condivisibili. Il divieto di introdurre gli asciugamani è stato posto per evitare e ridurre a zero il prelievo quotidiano di granelli di sabbia e cercare di tutelare l’arenile. Alcuni Comuni, invece, come La Maddalena e Carloforte non hanno approvato l’imposta di soggiorno ma hanno scelto di introdurre la tassa di sbarco che vale per i turisti ma non per i residenti. Ma, tra tassa di sbarco e tassa di soggiorno, non c’è differenza. I Comuni dell’isola condividono tutti lo stesso obiettivo: tutelare e salvaguardare coste, spiagge, vegetazione, flora e fauna offrendo comunque servizi ai turisti. Molto si è parlato e discusso anche dell’idea, dell’ipotesi futura di imporre un limite di accesso alle spiagge rendendole così spiagge a “numero chiuso”. Ma, per ora, solo il Comune di Baunei per Cala Briola, ha emanato l’anno scorso un’ordinanza: possono stare sull’arenile solo 300 persone. Parlare di queste misure definendole ingiuste, non sarebbe corretto. Purtroppo dove non arriva il buonsenso, l’educazione e il rispetto per patrimoni di inestimabile valore ambientale, storico e culturale, arrivano i divieti e le ordinanze. Prevenire è meglio che curare. Soprattutto se il rischio è quello di un danno irreversibile. Buona Estate Sardegna! Elena D’Ettorre

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