Maggiore Andrea Cassarà[/caption]
I militari, coordinati dal maggiore Andrea Cassarà, grazie agli accertamenti tecnici svolti dal LID (Laboratorio Informatico Distrettuale) sul telefono cellulare di uno degli indagati, alle registrazioni dei sistemi di videosorveglianza presenti in alcuni obiettivi colpiti dal gruppo criminale e ai numerosi e complessi riscontri svolti, sono riusciti a raccogliere indizi di colpevolezza a carico dei predetti in merito alla costituzione di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati predatori (in particolare furti in attività commerciali) ed alla ricettazione ed al riciclaggio della refurtiva, dove il Pedone poteva essere considerato per capacità organizzativa e volontà nella scelta degli obbiettivi da colpire, la “mente”, mentre il Casula ed il Casu gli esecutori materiali dei furti, che portavano a compimento previa esecuzione di accurati sopralluoghi e dopo aver disattivato gli eventuali dispositivi d’allarme presenti. In particolare si ritiene che possano essere gli autori del
- tentato furto aggravato presso un esercizio commerciale “COMPRO ORO” di Quartu Sant’Elena, avvenuto il 29 novembre del 2018, che non veniva portato a compimento soltanto grazie all’intervento di una pattuglia dei Carabinieri della locale Stazione, che li costringeva alla fuga;
- furto aggravato presso il bar denominato “FRATELLI PIRAS” di Cagliari, avvenuto il 6 gennaio 2019, nel corso del quale s’impossessavano di un cambia monete con all’interno la somma di € 965,00;
- furto aggravato presso il supermercato “SIDIS” di Monserrato, avvenuto il 6 gennaio 2019, nel corso del quale s’impossessavano della somma in contanti di € 1.415,00 e di alcune bottiglie di alcolici;
- furto aggravato presso il circolo privato denominato “IMPARI” di Sanluri, avvenuto il 10 gennaio 2019, nel corso del quale s’impossessavano di un cambia monete con all’interno la somma di € 1.500,00;
- furto aggravato presso il bar denominato “COGAR COFFE’ BAR” di Villasor, avvenuto il 12 gennaio 2019, nel corso del quale s’impossessavano della somma in contanti di € 5.960,00, che era contenuta in quattro videopoker, un cambia monete e nel registratore di cassa.
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