Lorenzo Argiolas[/caption]
Sembra essersi animato il dibattito politico sangavinese, a oltre sei mesi dalle elezioni amministrative.
Finalmente! In seguito alla seduta di Consiglio Comunale saltata di giovedì 28 novembre scorso non sono state poche le schermaglie tra minoranza e sindaco.
A sollevare i toni ci ha poi pensato il gruppo misto che, dopo alcuni mesi di riflessione, ha sposato una linea dura nei confronti delle politiche del sindaco e del suo vice.
Sembrano dinamiche politiche lontane dal sentimento comune dei cittadini, poco avvezzi ai giochini di palazzo ben più frequenti in altre aule istituzionali, ma non è così.
Nel Consiglio Comunale vengono discusse e votate questioni che influiscono sulla vita quotidiana del nostro comune. Ed è triste notare come, negli ultimi anni, in maniera graduale, l’assemblea cittadina sia stata ridotta a passacarte delle decisioni prese dalla Giunta Comunale.
Ed è ancora più malinconico constatare la scarsissima partecipazione del pubblico alle riunioni del Consiglio, a cui assistono mediamente due o tre cittadini.
È inequivocabilmente segno dei tempi, i cittadini hanno perso fiducia in una politica sempre più lontana dai propri bisogni.
Credo ci voglia una maggiore trasparenza nella gestione della cosa pubblica, soprattutto a livello locale, volta a far comprendere meglio la programmazione politica dell’amministrazione comunale.
Quando parlo di trasparenza non mi riferisco solamente alla pubblicazione degli atti nell’albo pretorio del sito internet del comune, ma penso ci siano una serie di misure da adottare al fine di riavvicinare i cittadini alla politica e al dibattito in corso, a cominciare magari dalle tanto sponsorizzate dirette streaming dei consigli comunali.
Nell’era dei social diventa ancor più importante saper comunicare con i cittadini e dar loro un’informazione corretta e puntuale, senza utilizzare false notizie per depistare l’opinione pubblica.
Per questo mi appello al buon senso dei nostri amministratori: iniziate ad utilizzare toni e linguaggi più semplici e comprensibili a tutti, evitando le scorrettezze e rispettando quei luoghi che dovrebbero essere le sedi in cui prendere le decisioni per il bene dell’intera comunità.
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