Tra Natale e Capodanno, una semplice riflessione


di don Giorgio Lisci*
Neppure il tempo di assaporare il gusto del Natale, quest’anno così strano e particolare, che già ci ritroviamo immersi nei preparativi per l’arrivo del nuovo anno, che anch’esso si annuncia strano e bizzarro. [caption id="attachment_80088" align="alignleft" width="491"] Don Giorgio Lisci[/caption] Sono due ricorrenze che hanno origini lontane e diverse ma che s’intrecciano con la tradizione cristiana. Per chi non ne fosse a conoscenza, il venticinque di dicembre cadeva in Egitto la festività del dio sole, festa della luce, i cristiani hanno preso questa ricorrenza e purificandola da tutti gli elementi pagani, hanno fatto nascere il Natale per ricordare l’incarnazione del figlio di Dio, vera luce che viene nel mondo per illuminare il cammino della vita degli uomini. Questo non deve sembrarci strano, sono numerosi gli elementi pagani rigenerati, per così dire, che fanno parte della tradizione cristiana, per esempio l’uso delle vere nel rito del matrimonio. Il capodanno trae origini dai festeggiamenti del dio romano Giano, da cui trae il nome il mese di gennaio, e cadeva dopo i saturnali, festa del dio saturno, che chiudevano l’anno, ma non in tutto il mondo è festeggiato lo stesso giorno. Il primo giorno dell’anno corrisponde al capodanno nel calendario gregoriano, il primo di gennaio è stato considerato primo dell’anno fin dal 46 a.C., infatti, prima dell’istituzione del calendario promulgato da Giulio Cesare il nuovo anno cominciava il primo di marzo. Fatta questa premessa di tipo storica, per la chiesa, nel giorno di Capodanno si celebra la festa di Maria santissima, che nulla ha a che vedere con le cose affermate prima e tanto meno ha a che fare con veglioni, cenoni, botti e lenticchie. Due occasioni, ricorrenze, che tengono in piedi un po’ il sacro e il profano, senza voler demonizzare la voglia di festeggiare, e quindi il profano, non si dimentichi la dimensione spirituale, l’uomo è fatto di carne, ma anche di spirito, e iniziare il nuovo anno sotto il manto di Maria non mi pare una cattiva idea. Auguri a tutti per “bonus accabus e mellus comizus”. *Parroco Sacro Cuore - Gonnosfanadiga

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