Gli studenti di ogni ordine di scuola sono a casa, ma spesso non tutti hanno la possibilità di accedere alle nuove tecnologie. Così gli istituti del Medio Campidano si sono mobilitati per dare un comodato d’uso gratuito computer e tablet. Succede al liceo “Marconi-Lussu” di San Gavino, come all’istituto comprensivo che fa capo a Villamar, all’istituto d’istruzione superiore “Vignarelli” di Sanluri, all’alberghiero di Villamar e ancora in altre scuole come ricorda il sindacalista della Flc Cgil Gianni Spiga: «Così la didattica a distanza diventa più reale. Hanno dimostrato grande disponibilità i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie, gli assistenti tecnici e i ragazzi che sono il nostro futuro e che in quest’emergenza hanno dimostrato responsabilità, maturità e sensibilità». [caption id="attachment_68279" align="alignleft" width="363"]
Gianni Spiga[/caption]
Ma rimane il problema della connessione Internet perché molte famiglie non hanno la rete veloce che spesso non è presente nei piccoli centri: «Attivare hot spot gratuiti in ogni comune - rimarcano Silvia Messori e Gianni Spiga della Flc Cgil Sardegna Sudoccidentale - ci permetterebbe di continuare a lottare contro la dispersione scolastica anche in stato di emergenza e di continuare a essere scuola inclusiva. Questa scuola a distanza non è democratica anzi aumenta le disuguaglianze».
È un grosso problema anche per Maria Luisa Serra, segretaria regionale della Cisl Scuola: «Non tutti gli studenti e le loro famiglie posseggono strumenti tecnologici e connessioni che consentano una partecipazione a queste attività in modo omogeneo. In certe zone della Sardegna non è possibile connettersi a Internet, ma ancor più grave è che ci sono famiglie in situazioni economiche molto disagiate. Le loro giornate sono orientate a dover «sbarcare il lunario in qualche modo» altro che pensare di acquistare un computer al figlio».
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Maria Luigia Serra[/caption]
Secondo la segretaria della Cisl, questa situazione evidenzia un fatto inquietante per la Sardegna, cioè che la scuola non è, almeno oggi, il luogo per eccellenza dell’inclusione sociale: «In questo momento - dice Maria Luisa Serra - non è sufficiente dire che gli studenti saranno promossi. Il Gap formativo resterà anche quando questo disastro sanitario sarà terminato. Ci sono studenti che hanno famiglie che li seguono e li sostengono durante lo studio, altre che non ne hanno la possibilità. La scuola non può essere strumento di marginalizzazione dei più deboli, di quelli che hanno la sola possibilità di riscatto sociale nell’avere una formazione adeguata, mirata a rimuovere tutti gli ostacoli possibili e avere un inserimento sociale secondo quanto previsto dalla Costituzione».
.Gian Luigi Pittau
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