Su strippidi de Ussassai


[caption id="attachment_59809" align="alignleft" width="121"] Roberto Lotti[/caption] Ussassai, Ussàssa in sardo, è un incantevole scorcio dell’ogliastrino situato ai piedi del monte Arcueri, dove ancora oggi convivono il sacro e il profano, con un fascino speciale che rende particolarmente suggestivo il paesaggio della valle del Rio San Gerolamo, territorio ricco di tesori naturali. Il paesaggio  è modulato da verdeggianti foreste, rigogliose distese di vegetazione a macchia mediterranea che profumano di passato e d’antico, dai colori in tinta pastello, che ricordano la tavolozza di un pittore. Tavolozza arricchita da fascinosi siti archeologici, di rara bellezza e incanto, di immagini fiabesche che non hanno eguali al mondo. Ussassai è un paese nel cuore della Sardegna, ricco di tradizioni e di storia. I suoi abitanti sono un popolo antico, orgoglioso e geloso delle proprie usanze e  della loro cultura. Una comunità semplice, contadina, sempre impegnata a difendere e dar valore al territorio e a salvaguardare le peculiarità enogastronomiche. Una vera icona di grande saggezza. Rimanendo nel settore della gastronomia tradizionale, gli ussassesi, da sempre estimatori e coltivatori di zucche, ne valorizzano le eccellenti qualità fino a farle diventare fiore all’occhiello della produzione locale ed è riconosciuta ed apprezzata in tutta la Sardegna. Nella cucina contadina, con questo ortaggio, le massaie del posto preparano numerose ricette, abbinando la zucca, crocoriga, corcoriga,  sia a preparazioni salate, che a quelle dolci, riuscendo a combinare e ad armonizzare succulenti piatti che da sempre sono fonte di storie e leggende. Una curiosità: la tradizione vuole che la suggestiva rassegna sulla zucca,  avvenga ogni anno in coincidenza con il plenilunio di settembre, presso la magica chiesetta di San Salvatore, Santu Sarbadori, eretta nel dodicesimo secolo, periodo romanico - bizantino e da diversi secoli utilizzata anche per festeggiare San Gerolamo, Santu Gironi. Nei paraggi dell’antico Santuario sono situati sedici ricoveri fatti in pietra, cumbessias  o posadas, disposti ad anfiteatro, a disposizione oggi come un tempo per pellegrini provenienti da tutta la Sardegna e  dal Continente in occasione della ricorrenza. Con tale accoglienza la festa della zucca è diventata un appuntamento che ogni anno si ripropone nel periodo estivo ed è molto apprezzata da tutti i partecipanti. Durante la manifestazione, gli organizzatori preparano piatti storici e prelibati a base di zucca per il palato degli intenditori, dall’antipasto al dolce. Anche se i veri intenditori preferiscono la zucca come da antica tradizione, ovvero ridotta a piccola dadolata e impastata con farina e cipolle, che conferisce alla preparazione una squisitezza unica e rara, tale da ricordare quella di un tempo e che gli abitanti di Ussassai chiamano - su strippidi - civargius - a base di polpa di zucca ed erbe varie. Ingredientis: g 300 di farina di grano sardo, g 30 di strutto suino, ozzu porchinu, ozzu polhinu, oggiu prohinu, g 700 polpa di zucca, una bella cipolla di Lanusei, 1 bicchiere di conserva casalinga, olio extravergine d’oliva, sale e pepe di mulinello q.b. Approntadura: prima di tutto, riduci a piccola dadolata la zucca e poni il ricavato dentro a un recipiente di terracotta - scivedda - xivedda -. Fatto, affetta finemente la cipolla e aggiungila nel recipiente della zucca, allorché unisci anche la farina setacciata, lo strutto, la conserva, un generoso giro d’olio, una presa di sale, una macinata di pepe ed amalgama insieme tutti gli ingredienti, lavorandoli fino ad ottenere un impasto morbidoso. Terminata questa operazione, prendi un ampio tegame, tianu mannu, càccau, caccavella, sattaina, sciacuera, strexiu, cassarolla, grassanera,  irroralo con un filo d’olio e ponilo a scaldare sul fuoco, dopodiché versa l’impasto preparato in precedenza, avendo cura di allargarlo in modo uniforme e comprimilo con una paletta di legno per farlo diventare sottile. Arrivati a questo punto, copri su strippiddi con un coperchio e lascialo cuocere per cinque minuti circa a fiamma moderata, stando attenti a non far bruciare la frittata sul fondo. Trascorso il tempo occorso, con l’aiuto del coperchio capovolgila, rovesciala dall’altra parte dentro alla padella e falla cuocere per altri cinque minuti, sempre a recipiente coperto, fino a quando non avrà un aspetto bello dorato e croccante. Solo allora, scolala su dei fogli di carta assorbente da cucina a perdere il grasso in eccesso. Servila immediatamente, ma è buona anche a temperatura ambiente. Vino consigliato: Vernaccia di Oristano dolce, dal sapore fine,sottile, caldo e asciutto con leggero retrogusto di mandorle amare.

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