Su druci de pani de Montibecciu


di Roberto Loddi
[caption id="attachment_95352" align="alignleft" width="142"] Roberto Loddi[/caption] Montevecchio, Montibecciu, è un suggestivo ed affascinante borgo del Medio Campidano, a pochi passi dall’incantevole Costa Verde. La marina di Arbus, le dune di sabbia, le lunghe spiagge di Piscinas, i gigli selvatici fanno da cornice a una vegetazione fitta e boschiva, dove regnano secolari lecci, sughere, ginestre e profumati ginepri. Lo scenario è veramente da cartolina e propone una incomparabile macchia mediterranea con i resti dell’insediamento minerario, tra i più importanti d’Europa che ebbe il suo picco di produzione più elevato nell’Ottocento. In questa oasi di pace, gli uccelli volano intorno a fantastici fiori, che regalano dolcissimo nettare a innumerevoli sciami di api, alle quali va il merito di restituire in cambio esclusive varietà di miele che vanno da quello all’aroma del rosmarino a quello del cisto, del cardo selvatico, del corbezzolo, dell’asfodelo e altri ancora. Secondo la leggenda, Aristeo, figlio di Apollo e della ninfa Cirene, considerato Onnipotente in Grecia, tanto da paragonarlo al dio Pan, venne condotto in Sardegna da Dedalo ed è da attribuire a lui la fondazione della città di, Calaris, Cagliari nel XV secolo a. C.. Qui insegnò nuove regole di caccia e fece conoscere moderne tecniche in agricoltura, tra queste l’arte dell’apicoltura e quella di lavorare il formaggio. Qualunque sia il fiore, quel nettare, è cosi “mieloso” che da sempre le donne del paese lo usano per impreziosire tantissime preparazioni e, in particolare, quella di un dessert a base di pane e miele vergine integrale “Dolce di pane di Montevecchio”, druci de pani de Montibecciu. Infatti non c’è casa, non c’è festa, non c’è sagra, come quella riservata al concorso regionale “Premio qualità mieli tipici di Montevecchio”, che si festeggi senza il dolce dedicato a Montevecchio, preparato da generazioni dalle abili mani delle massaie pasticcere del posto. Ingredientis: g 450 di pane rustico raffermo, latte fresco intero quanto basta a coprire il pane, g 45 di olio extravergine d’oliva, g 300 di miele vergine integrale di corbezzoli, g 80 di tuorli d’uovo, g 120 di albumi, una bustina di lievito madre in polvere, burro e farina per lo stampo, g 100 di confettura di corbezzoli, bacche di corbezzoli mature, liquore tipo Villacidro bianco, sale, miele, zucchero al velo q.b. Approntadura: poni il pane spezzettato dentro a un recipiente d’acciaio, coprilo con il latte poi scalda il composto senza portarlo a ebollizione. Intanto miscela delicatamente l'olio con il miele, i tuorli d'uovo ed unisci il ricavato all'impasto di pane. Fatto, amalgama anche gli albumi montati a neve fermissima con un pizzico di sale e il lievito sciolto in poco latte tiepido, quindi mescola accuratamente gli ingredienti e versa il tutto in uno stampo ben imburrato e infarinato. Arrivati a questo punto, passa il dolce in forno già caldo a 180° per cinquanta minuti circa. Trascorso il tempo, sfornalo e una volta raffreddato, decora la superficie con la confettura fatta intiepidire assieme ad una cucchiaiata di liquore e un irrorata di miele, oppure cospargila ponendo al centro un disco di carta merlato con abbondante zucchero al velo e al centro posiziona dei frutti di corbezzolo (come da foto) formando un cerchio. Vino consigliato: Moscato di Sardegna, dal sapore delicato, fruttato, tipico e dolce.  

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