Sardara rivive nelle fotografie in bianco e nero sparse per tutto il paese: dalla chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta a quella di Santa Anastasìa, dalla storica piazza del Mercato a Villa Diana. Tonino Serra ha fatto dono alla comunità sardarese di quattordici fotografie, che fanno parte della sua collezione privata, affinché tutta la cittadinanza ne possa godere e, guardandole, abbia la sensazione di tornare indietro nel tempo in quel vortice di ricordi di quando si andava a prendere l’acqua fino alle terme di Santa Maria Aquas o di quando si correva scalzi per le strade del paese senza pensieri.
L’idea è nata dalla Consulta Cultura e lingua Sarda: «È il proseguimento del progetto che abbiamo iniziato circa un anno e mezzo fa, quando venne approvato il regolamento comunale per ricreare i bixinaus - racconta Raimondo Pisu, consigliere di maggioranza e membro della Consulta - perché vogliamo ricreare la memoria storica del paese e uno dei modi è quello di riportare alla luce le vecchie foto».
In un secondo momento, il progetto è passato all’assessorato all’arredo urbano guidato dall’assessore Andrea Caddeo, che con una spesa di 3mila euro ha provveduto a trasformare le fotografie in gigantografie di un metro e quaranta di altezza per un metro di larghezza, le intelaiature, le locandine e le installazioni.
Ma le idee della Consulta non si fermano qui, è in corso d’opera un altro progetto, quello della Casa della memoria: «A Sardara ci sono molte persone che hanno fotografie d’epoca e documenti antichi, per non parlare delle testimonianze orali che sono un tesoro prezioso per l’intera comunità - continua Pisu -. Vogliamo raccogliere tutto il materiale che riusciremo a recuperare in un archivio digitale, abbiamo già acquistato pc, scanner, videocamera e macchina fotografica, in modo che quando un cittadino vuole mettere a disposizione quello che ha, andiamo noi da lui. Dovremmo partire a breve, anche in collaborazione con la Pro Loco, dove sarà la sede della Casa della memoria: allestiremo un ufficio dedicato alla memoria storica e sarà consultabile da chiunque lo vorrà. Vogliamo che i nostri ragazzi siano un po' più orgogliosi di essere cittadini di Sardara».
© Riproduzione riservata