Stefano Puddu: dalla voglia di mettersi in gioco alla Marvel


di Giacomo Pitzalis
Sono sempre di più gli artisti nostrani che riescono a lavorare e farsi conoscere a livello internazionale. Uno di questi è senza dubbio Stefano Puddu, classe ‘88 che, come ama definirsi, è un “creatore di mondi fantastici, personaggi improbabili e montagne parlanti”. «Per la precisione – specifica Stefano - mi occupo di illustrazione e character design, ossia dell’ideazione e definizione visiva dei personaggi. Ho fatto il liceo artistico e per molti anni non ho mai considerato l’idea di diventare ciò che sono adesso ma poi, a quattro esami dalla fine dell’università, decisi di mollarla e riprendere la matita in mano. Solo che stavolta era una matita digitale.» Una scelta rischiosa, forse azzardata, ma che ha pagato fin da subito dato il suo grande talento. «La mia carriera ha inizio nel 2014 con piccoli lavoretti, mentre nel 2017 sono arrivati progetti più complessi da aziende straniere. Ho preso parte alla creazione di alcune carte per un videogioco della canadese Horizon Blockchain Games sino a cimentarmi come colorista per un libro Marvel incentrato sul personaggio di Black Widow. Da ultimo ho sviluppato gli sfondi per il corto RAI Lo specchio di Lorenzo, insieme ad altri brillanti artisti conosciuti grazie a un corso di animazione per cartoni animati.» Tanti piccoli e grandi successi, certo, eppure in Stefano c’è ancora quella voglia di migliorarsi e affrontare nuove sfide, storie e personaggi, oltre il desiderio di fiondarsi a capofitto in nuovi universi tutti da costruire. «Sento di aver raggiunto meno della metà di ciò che potrei dare come artista. Aggiungiamo poi che sono un eterno insoddisfatto, forse fin troppo perfezionista, per cui tendo a voler sempre realizzare lavori che mi sembrino perfetti. Comunque sia, a dirla tutta, una cosa che mi dà soddisfazione c’è: aver scelto di intraprendere questa carriera mi gratifica ogni giorno e non tornerei indietro per nulla al mondo.» A questa passione indomabile si unisce, infine, il desiderio di sviluppare anche qualcosa di proprio, non solo basato su idee altrui. «Di solito, le storie che immagino, rimangono dentro la mia testa per molto tempo, per cui mi auguro di non perdere la memoria. Un giorno mi auguro di vederle su qualche piattaforma streaming o in tv, magari proprio all’interno di una serie animata. Per ora, comunque, continuo ad aggiornare il mio profilo su ArtStation e a cercare nuove aziende con cui collaborare e fare tante nuove esperienze.» E noi ci auguriamo di cambiare canale e trovare, il più presto possibile, una sua produzione a intrattenerci!

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