Siddi, celebrazioni in commemorazione del canonico Agostino Sanna


di Simone Muscas Siddi ha voluto commemorare il canonico Agostino Sanna, parroco del paese dal 1934 sino al 1966. Sepolto a Siddi nel 1972, la sua figura viene oggi ricordata dalle tante persone che lo hanno conosciuto, non soltanto per i trentadue anni trascorsi nella comunità, ma, soprattutto, per le sue grandi virtù, su tutte l’intraprendenza nell’attività parrocchiale e la grande generosità mostrata verso il prossimo e in particolar modo verso i più bisognosi. Tante le testimonianze che giungono oggi sulla figura di don Agostino Sanna: c’è chi lo ricorda come un sacerdote con un profondo spirito di sacrificio, povertà, rinuncia e preghiera. «Di lui - raccontano in tanti - colpiva, in particolar modo, il suo vivere in estrema povertà: teneva infatti per sé solo lo stretto necessario, mentre tutto il resto lo elargiva ai poveri. Era una persona molto rispettosa, anche nei confronti di chi non era credente in Dio». Ebbene, in virtù dell’indelebile impronta lasciata nella comunità e dal volere di omaggiarlo, tanti fedeli, due anni fa, si sono mobilitati per una raccolta firme al fine di chiedere al vescovo della diocesi di Ales-Terralba di poter traslare la sua salma dal cimitero comunale alla chiesa parrocchiale. La richiesta è stata avvallata dal vescovo stesso che ha riconosciuto in questo sacerdote un esempio di virtù dal quale in tanti traggono, ancora oggi, beneficio spirituale e morale; ecco perché il profondo legame spirituale della popolazione con don Agostino, nonostante i tanti anni passati dalla sua morte, continua ancora manifestarsi in diversi modi: con regolari celebrazioni di sante messe in suo suffragio, con la presenza di fiori sempre freschi presso il suo sepolcro e tanti aneddoti della sua vita che avevano come comune denominatore virtù quali l’umiltà e la carità. Ebbene, quel volere della popolazione, è stato realizzato con delle celebrazioni durate quattro giorni e svolte a Siddi, durante le quali le spoglie del canonico sono state traslate e tumulate in chiesa l’amministrazione comunale ha conferito al canonico la cittadinanza onoraria “post mortem”. Il programma delle attività ha preso avvio presso l’ex pastificio dove si è tenuta un’assemblea pubblica durante la quale sono state raccontate le testimonianze sulla vita di don Agostino Sanna. Hanno fatto seguito il conferimento della cittadinanza onoraria al parroco, il corteo funebre di traslazione delle spoglie mortali del sacerdote dal cimitero comunale alla chiesa parrocchiale, la messa celebrativa tenuta dal vescovo Roberto Carboni e la possibilità, durante le giornate di celebrazione, di visitare la “casa Garau” (che l’amministrazione comunale inaugurerà ufficialmente in seguito) luogo dove il canonico ha vissuto i primi anni della sua vita e nella quale, per l’occasione, sono stati messi in mostra oggetti e  abiti da lui utilizzati durante la sua vita. «Anche l’amministrazione comunale - ha spiegato la vice sindaca Daniela Pilloni, alla fine delle celebrazioni - ha voluto offrire, pur con un gesto simbolico (quello della cittadinanza post mortem ndr), il suo contributo in ricordo di quest’uomo saggio e prudente che, per il suo esemplare percorso di vita, ha accumunato credenti e non. Siamo orgogliosi, nel nostro piccolo, di aver ridato luce a un pezzo di storia importante che appartiene alla nostra comunità».

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