Siamo tutti evasori


Quando parliamo di evasione fiscale, la nostra mente è portata a spaziare fra le attività dei grandi gruppi  industriali, dei commercianti, dei professionisti di tutte le categorie, attribuendo loro la responsabilità di un fenomeno che costituisce la causa principale del mancato sviluppo del nostro paese. Secondo una recente statistica, resa pubblica dalla Federazione Nazionale Commercialisti, l’evasione fiscale in Italia supera il tetto dei 108 milioni di euro, di cui il 54,2% attribuito alle ditte individuali, alle società, ai professionisti e agli artisti e il restante 45,8% accreditato ai restanti contribuenti, quali lavoratori dipendenti e pensionati, che costituiscono circa l’80% dell’universo contributivo. Prima entrare nel merito del problema, riteniamo opportuno richiamare l’attenzione del lettore sulle principali forme di evasione, identificandole come appresso. Evasione fiscale: sta a indicare una serie di strategie adottate dal Contribuente, volte a diminuire o eliminare del tutto il prelievo fiscale da parte dello Stato; Elusione fiscale: identifica quel sistema che, benché rispettoso delle leggi vigenti in materia, le aggira nelle forme legalmente consentite, sempre al fine di diminuire o eliminare il prelievo fiscale a carico del Contribuente; Frode fiscale: costituisce la forma di evasione più grave, severamente punita dal Codice Penale. Tale frode si realizza quando, con documentazione falsa o l’adozione di artefatti meccanismi, si crea un’apparente regolarità che di fatto cela una realtà ben diversa, determinando di fatto una falsa imposizione fiscale. Ciò premesso, per semplicità resteremo unicamente nell’ambito dell’Evasione Fiscale, precisando che le tipologie di evasione sono molteplici. Fra le più frequenti citiamo: le vendite e le prestazioni d’opera senza emissione di fattura o scontrino fiscale, ovvero attraverso l’emissione di un documento fiscale che riporta solo una parte dell’importo dovuto; il redigere dichiarazioni dei redditi infedeli che non riportano la reale base reddituale del contribuente; svolgere attività lavorative regolarmente retribuite, ma nel totale dispregio delle norme vigenti, ossia il così detto lavoro nero; e tante altre ancora. Nonostante tutto ciò, domina sempre il concetto secondo il quale lavoratori dipendenti e pensionati sono quelli che, avendo un reddito palesemente tracciabile, sono i contribuenti che pagano fino all’ultimo centesimo le imposte dovute. È sempre così?  È vero che, prese singolarmente, le evasioni più consistenti sono quelle ascrivibili alle categorie prima citate, quali professionisti, imprese ecc, ma come la mettiamo quando molto spesso ricorrono le seguenti situazioni?: a) il caso del contribuente che paga una fornitura o una prestazione d’opera in contanti allo scopo di evitare l’emissione di regolare fattura che comporterebbe il pagamento dell’IVA. Non è forse lui il reale evasore del 22% sull’importo complessivo del servizio o della fornitura? Tale sistema, peraltro, agevola anche l’evasione della controparte; b) il caso di affitti d’immobili in nero o quando non viene pagato il canone Rai o l’IMU; c) il caso più clamoroso, anche se di scarsa incidenza sul totale dell’evasione, e quello che si realizza nei nostri paesi nel momento in cui, sotto il classico ombrellone multifunzionale di “S’aggiudu torrau”, ci si avvale delle prestazioni onerose di terzi, retribuite in nero, nel più totale dispregio delle norme vigenti. Tanti altri esempi si potrebbero fare in proposito, ma ci limiteremo a osservare, in generale, che l’Evasione Fiscale è così radicata nella nostra società, al punto che molte volte la esercitiamo inconsciamente come fosse un normale adempimento di routine, disorientati in ciò anche da strane forme di elusione fiscale consentite dalla legge, che appaiono ai più come una vera e propria evasione fiscale.  Di questi tempi, peraltro, appare all’orizzonte fiscale la figura del “Evasore per necessità”, ovvero di colui il quale, pur realizzando un determinato reddito, non ha avuto la disponibilità finanziaria necessaria per pagare le imposte dovute. Chissà quale altra figura ci troveremo a dover valutare nel prossimo futuro! Forse l’evasore per meriti particolari? Al momento non ci resta che trarre la conclusione, secondo cui “siamo tutti evasori, posto che ciascuno evade riguardo alle proprie possibilità”, anche se i danni maggiori per lo Stato, ovviamente, derivano dalle inadempienze fiscali ascrivibili alla citata prima categoria. A questo punto una radicale inversione di tendenza appare più che mai indispensabile ed è quello ci aspettiamo scaturisca, non solo dalla coscienza di ciascuno di noi, ma anche dall’assidua vigilanza degli Organi dello Stato all’uopo preposti, per garantire il rispetto delle leggi in vigore, anche in ossequio di quanti pagano regolarmente le tasse. Francesco Diana      

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