Si è chiuso un anno infame


di Lorenzo Argiolas
[caption id="attachment_57819" align="alignleft" width="252"] Lorenzo Argiolas[/caption]  Il 2020 si chiude con un bilancio pesante per tutti, non solo per San Gavino. Dire che è stato un anno difficile è un eufemismo. Eppure non era iniziato nel peggiore dei modi, la firma sul contratto per la realizzazione del nuovo ospedale aveva fatto presagire che l’apertura del cantiere fosse imminente. Abbiamo dovuto aspettare che il 7 agosto venisse presentato il progetto esecutivo e che lo stesso venisse validato, a detta di Giorgio Carboni (ora nominato nuovo direttore ad interim della ASSL di Carbonia) i lavori potrebbero iniziare ottimisticamente alla fine dell'anno. Vedremo se il 2021 porterà anche la partenza dei tanto attesi lavori, intanto la Inso Spa, la ditta appaltatrice che si occuperà della costruzione della nuova struttura, è stata rilevata dalla Fincantieri. Tornando a quest’anno infame, dopo i bagordi carnevaleschi, abbiamo dovuto fare anche noi i conti con il covid19, questo maledetto virus che sta gettando scompiglio in mezzo mondo. San Gavino, dall’inizio della pandemia conta oltre 70 contagi e, purtroppo, 3 decessi. Le difficoltà sono state palesi per tutti ed è inutile puntare il dito contro chicchessia, ciononostante una maggiore comunicazione sarebbe stata cosa gradita. Anche perché, talvolta, la pandemia è stata una comoda attenuante in risposta alle frequenti domande poste alla nostra amministrazione comunale. Più informazioni utili e meno frasi da libro cuore occorrono. È stato però anche un anno di mobilitazioni con la forte opposizione di tutta la comunità, al fianco dei pazienti diabetici, allo smantellamento del reparto di diabetologia dall’attuale nosocomio sangavinese. Una battaglia dall’esito incerto dato che tuttora i pazienti lamentano inefficienze e disagi nell’ambulatorio di Sanluri, dove il servizio è stato trasferito. Non sono mancate le polemiche in quest’anno di fuoco, in principio furono le sanificazioni, si passò poi alla concessione di contributi straordinari e si è arrivati al contenzioso sul Rio Pardu. Una situazione delicata quella relativa alla deviazione del Rio Pardu, un’opera da quasi un milione e mezzo di euro, per via del fatto che l’impresa appaltatrice avrebbe citato in giudizio l’amministrazione comunali. Rischia quindi di cominciare un’altra odissea, simile a quella dell’ospedale, per l’inizio dei lavori. Insomma, è stato veramente un anno tormentato che ha offerto ben poche soddisfazioni, non rimane che guardare al 2021 con la speranza che sia, almeno un poco, migliore di quello appena passato.

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