a cura di Fulvio Tocco
Consentimi di partire dalle esperienze giovanili di mio padre. Sono figlia di Giovanni Cuccu, un contadino di Samassi, che da giovane rifiutava la tessera del Fascio e poi diventò partigiano in Jugoslavia e infine Maggiore dell’esercito Jugoslavo. Alla fine della guerra è stato congedato con il grado di Maggiore dell’esercito jugoslavo e la considerazione di eroe nazionale. Rientrato dopo diversi anni a Samassi riprendeva le sue attività originarie nel settore agricolo. La sua norma di vita aveva come filo conduttore alcuni valori fondanti: la pace, la libertà, la democrazia, il rispetto della famiglia. Mio padre, amico di Giovanni Lay, Sebastiano Dessanay e da altri antifascisti della Sardegna, ha militato a lungo nelle file dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). Il suo insegnamento ha temprato il mio carattere sin da bambina. E ancora oggi dico guai a chi si permette di infangare la memoria di mio padre Partigiano e grande lavoratore. E’ morto all’età di 91 anni. Nel corso della vita ha avuto l’accortezza di scrivere e documentare la sua attività di partigiano, attraverso tre edizioni di un libro redatto tra il 1973 e il 2000, in modo sempre più completo ed esauriente. La prima edizione titolava “Ivo e le stelle” e l’ultima edizione ha come titolo “Le stelle ci guidano” (Ed. CUEC, gennaio 2000). Da compagnone qual era ha scritto anche un libricino dal significativo titolo “Contisceddusu”, con un inequivocabile sottotitolo “Racconti e personaggi di un passato non lontano dai nostri giorni”.
LA MIA VITA A SERRENTI
Dall’età di 17 anni e 3 mesi (febbraio 1963) abito a Serrenti, sono coniugata con Pasqualino Talloru, agricoltore. Sin da piccola sentivo parlare a casa mia della laboriosità degli agricoltori di questo paese. Si distinguevano da quelli di Samassi perché erano sempre alla ricerca di terreni da coltivare negli agri dei comuni vicini. Era la generazione degli agricoltori con cui mio padre si relazionava frequentemente. Aveva tanti amici a Serrenti.
I PRIMI ANNI
I primi anni di vita coniugale sono stati molto faticosi, Pasqualino lavorava nel mulino dei genitori e si faceva carico dei lavori più pesanti: portava i sacchi da 100 Kg di grano duro nei solai dove veniva stoccato per venderlo nella stagione invernale. Io lo aiutavo e insieme, per alcuni anni, abbiamo portato avanti il mulino e le relative attività di vendita. Con l’evento dei panifici professionali la gente non faceva più il pane in casa per cui abbiamo dovuto dismettere l’attività.
IL RIUSO DEI LOCALI DEL MULINO
Nei locali dove si trovava il mulino abbiamo aperto, per qualche anno, un negozio di frutta e verdura. Ma la passione di mio marito era la campagna e io l’ho seguito. In quegli stessi anni ho coltivato la mia passione per il cucito organizzando, nei locali dell’ex mulino, dei corsi di taglio. Le maestre erano due sorelle di Pattada che ci seguivano in gruppi di 15-20 allieve; le lezioni oltre che essere utili erano abbastanza piacevoli.
IL MIO PRIMO LAVORO IN CAMPAGNA
La mia prima esperienza lavorativa autonoma iniziò col recupero di un vigneto abbandonato dei genitori di mio marito. Con una drastica e radicale potatura eravamo riusciti a renderlo nuovamente produttivo. Quell’esperienza ci incoraggiò per impiantare un vigneto della varietà Nuragus, tutto nostro, di ettari 2, in località Planu Orri. Un altro, della varietà “Trebbiano”, l’avevamo impiantato nella località Riu Cardaxiu, ma non andò avanti. Durante questi anni Pasqualino aveva comprato un trattore cingolato e si divideva tra le sue proprietà e quelle per “conto terzi”. Nel contempo, io e i mie figli, seguivamo la conduzione del vigneto: la vendemmia, la potatura, la legatura dei tralci e la raccolta dei residuati di potatura era compito nostro. Pur abitando a Serrenti, avevamo impiantato i carciofi in agro di Samassi su diversi terreni ricevuti in concessione da parenti e conoscenti. La coltivazione veniva seguita da Pasqualino, Gianni e Marcello. L’acqua veniva attinta con un motopompa dal fiume Mannu. La coltura del carciofo coinvolgeva tutta la famiglia; al momento del taglio venivamo coinvolte anche io e mia figlia Rosanna: Pasqualino con i ragazzi trasferivano i carciofi appena colti in paese e noi pensavamo al confezionamento delle cassette da destinare alla commercializzazione.
LA COLTIVAZIONE DEL CARCIOFO
La mia famiglia è stata tra le prime ad introdurre le carciofaie a Serrenti. L’irrigazione ancora non c’era quindi puoi capire quali sacrifici venivano fatti per la ricerca dell’acqua: i primi impianti gli avevamo realizzati in località Riu Cardaxiu, Pisigoi e Planu Orri. In quegli anni iniziarono a coltivare i carciofi anche Pinuccio Corda, in un terreno situato ai piedi di Monti Crastu, e diversi altri giovani agricoltori. Poi la coltivazione fu quasi del tutto abbandonata per puntare sulla valorizzazione dell’asparago verde sostenuta dalla Cooperativa “Sorgente”.
I CORSI E I RICORSI STORICI
Poi è proprio vero che la storia ha i suoi corsi e ricorsi: ora sono gli agricoltori di Samassi che, dopo aver sfruttato per lunghi anni i loro terreni, occupano quelli dell’agro di Serrenti per espandere la coltivazione del carciofo. Ma come si dice la storia pare che sia caratterizzata dal continuo e incessante ripetersi di cicli distintivi per cui non è detto che i nostri nipoti vadano nuovamente alla ricerca dei terreni di Samassi per la stanchezza che, prima o poi, subiranno i terreni di Serrenti se coltivati continuamente a carciofo.
LE ATTIVITÀ DI UN PAESE RURALE
Da quando sono a Serrenti l’attività economica principale che si pratica è quella agricola. Quelle riferite all’estrazione e alla lavorazione della pietra di Serrenti che aveva reso famosi gli scalpellini in tutta l’isola, erano cessate un decennio prima. La coltivazione del grano duro, delle leguminose da granella e le viti caratterizzavano l’agricoltura di Serrenti sin quando non è stata realizzata la rete irrigua. Poi si diffuse, come predetto, la coltivazione dell’asparago. Ultimamente i terreni incolti dei serrentesi sono in mano ai samassesi specialisti ed attrezzati per la coltivazione del carciofo. Chissà che in futuro la coltivazione delle leguminose da granella (pisello, fava (orobanche permettendo), cece, lenticchia, ecc.) conoscerà una fase di nuovo interesse dopo un progressivo calo subito negli ultimi cinquanta anni. Le cause dello scarso interesse alla coltivazione delle leguminose da granella secca in Campidano sono da ricercarsi nella scarsa remunerazione di un prodotto essenziale per la naturalizzazione dei terreni agricoli e per l’alimentazione umana e zootecnica.
LA MIA PRESENZA NELL’OLEIFICIO
Attualmente do una mano a Marcello nell’oleificio. E’ un’attività che mi da tanta soddisfazione. Osservare le fasi di lavorazione della molitura per ottenere l’olio extravergine, sentire i profumi dell’olio nuovo, mi entusiasma mi fa sentire parte attiva anche di questa nuova avventura.
GRATIFICATA DAL MIO LAVORO
Come avrai notato, da quando sono residente a Serrenti ho sempre dato una mano per la conduzione delle attività agricole; sono una sostenitrice dell’impresa familiare. Questo mi ha gratificato e continua a gratificarmi tuttora. Fin quando potrò farlo, e i miei figli lo vorranno, cercherò di assicurare la mia presenza nei luoghi di lavoro dove sarò ancora utile. Ora contribuisco, con la mia partecipazione quotidiana, a tenere in ordine l’oleificio e ciò mi fa sentire impegnata e nel contempo appagata.
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