Le testimonianze di Lisetta Talloru, affettuosamente chiamata “Tzia Lisetta”, rappresentano un autentico tesoro per la memoria storica e culturale della Sardegna. Nell’anno 2002 ha festeggiato i suoi 100 anni con una celebrazione speciale: è stata nominata “sindaca per un giorno”, un gesto simbolico che ha riconosciuto il suo ruolo di custode delle tradizioni e della saggezza popolare.
PREMESSA
Grazie a Franca Piras, figlia di Lisetta Talloru (1902- 2004) e di Raffaele Piras (1903- 1989) sono venuto a conoscenza di alcune curiose testimonianze scritte della madre Lisetta, di suo pugno, che hanno un grande valore storico. Una riguarda la Guerra di Tripoli, un’altra la Prima guerra mondiale e l’ultima un evento eccezionale del 1913-14 quando arrivò a Serrenti la trebbiatrice per il grano duro che funzionava col carbon coke.
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Pantaleo Talloru[/caption]
Lisetta Talloru, figlia del possidente Pantaleo Talloru, seguiva direttamente la coltivazione dei terreni di famiglia. Nell’anno 1979, fu premiata dalla Camera di Commercio di Cagliari con la medaglia d’oro “per 39 anni di fedeltà al lavoro e al progresso economico”.
Di Lisetta restano ricordi storici, poesie, muttetus, canzoni, preghiere, del suo tempo e di suoi avi in sardo e in italiano, spesso trascritti personalmente da lei. Documenti che sua figlia Franca non si stanca mai di scoprire e di renderli fruibili per i curiosi. Parliamo di un meraviglioso patrimonio affettivo e culturale!
Il lascito di Lisetta non è solo una raccolta di testi, ma un ponte vivo tra generazioni, tra lingua sarda e italiana, tra memoria e identità. Il fatto che Franca continui a rendere accessibili questi documenti è un gesto di amore e di responsabilità verso la storia familiare e collettiva.
UN TESORO DI MEMORIA STORICA
Le testimonianze di Lisetta Talloru sono un vero tesoro di memoria storica, e il fatto che siano scritte di suo pugno le rende ancora più preziose. Tramite Franca Piras, ripeto, ho avuto accesso a frammenti di vita che raccontano non solo la storia di una famiglia, ma anche quella di un’intera comunità.
LE TESTIMONIANZE DI LISETTA TALLORU
LA GUERRA DI TRIPOLI (1911–1912)
Lisetta, nata nel 1902, era una bambina durante questo conflitto. Nel 1997, quando ha deciso di scrivere qualcosa al riguardo, probabilmente si tratta di ricordi trasmessi oralmente dai genitori o di impressioni infantili.
LA PRIMA GUERRA MONDIALE (1915–1918)
Qui Lisetta era adolescente. Le sue parole raccontano di quando suo padre fu richiamato alle armi. La sua testimonianza diretta di quegli anni è di grande valore quando ci ricorda che in paese scarseggiava la manodopera per svolgere i lavori della campagna.
L’ARRIVO DELLA TREBBIATRICE A CARBONE COKE NEL 1913 – 14
Questo è un episodio straordinario. L’arrivo di una macchina agricola alimentata a carbon coke a Serrenti in quegli anni rappresenta un momento di svolta tecnologica. Lisetta, all’epoca undicenne, lo descrive come un evento eccezionale: immagino la meraviglia della popolazione, il rumore della macchina, il cambiamento nel modo di lavorare il grano. È una scena che sicuramente meriterebbe un approfondimento.
UNA NOTA STORICA DI LISETTA TALLORU SCRITTA DI SUO PUGNO NELL’ANNO 1997
«Ho 95 anni e ricordo la Guerra di Tripoli del 1912-1913, frequentavo le scuole elementari. Ho fatto da segretaria ad alcune famiglie che avevano dei figli in guerra dei quali un vicino di casa mi portò un regalo, il fazzolettino di seta che gli diedero le Crocerossine col ricamo “ricordo di Bengasi” che io conservo con cura. Poi ho conosciuto la guerra del 1915-1918, dove era stato richiamato mio padre che ci aveva lasciato; io ero la più grande dei figli, egli aveva un’azienda da coltivare e non c’erano dei giornalieri per fare i lavori in campagna; allora i proprietari avevano fatto venire una compagnia dei militari che erano alloggiati in una nostra casa disabitata (1). Ricordo che si chiamavano uno Farencz e l’altro Frantisek (2), c’era la scorta; erano tutti buoni ci chiedevano del Papà che allora si trovava nel Carso; ogni giorno si preparava anche per loro il pranzo che si portava in campagna. Erano contenti e quando partirono vennero a salutarci. Ricordo che la mia mamma pianse per la commozione. Qualcuno ci scrisse persino per ringraziarci».
ALTRA PAGINA SCRITTA DIRETTAMENTE DA LISETTA TALLORU
«Verso il 1913 o14 a Serrenti è arrivata la trebbiatrice per il grano: funzionava col carbone coke, il meccanico ogni anno arrivava da Milano e tutti a vedere la meraviglia, i ragazzini c’erano dalla mattina alla sera; per il proprietario del grano si usava dare da mangiare sia al meccanico che agli altri operai braccianti, ( is’ imbucadoris e i bogadoris palla); si portava all’aia una corbula di roba: pane, vino, formaggio, olive e qualche volta la pastasciutta».
LA VOCE DI CHI HA ATTRAVERSATO UN SECOLO DI CAMBIAMENTI
Le testimonianze scritte di Lisetta Talloru, conservate e tramandate dalla figlia Franca Piras, rappresentano un patrimonio prezioso per la storia locale e culturale della Sardegna. Il fatto che siano di suo pugno le rende ancora più autentiche e toccanti: sono frammenti di vita vissuta, raccontati con la voce diretta di chi ha attraversato un secolo di cambiamenti.
NOTE ESPLICATIVE APPORTATE AL TESTO DA SUA FIGLIA FRANCA
1) Si tratta della casa, abitata poi, dalla famiglia di Pasqualino Talloru (fratello di Lisetta Talloru) in via Roma.
2) Mio zio Pasqualino mi disse alcuni nomi di questi prigionieri: Ferencz Sakmari; Marcus Raskovictz; Sandro Rostasch; Paulo Margek (boemo) e Frantisek (austro ungarico).
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