Un’occasione per parlare della necessita di salvaguardare le campagne e i comuni rurali in via di spopolamento
di Fulvio Tocco
La sesta Sagra del Fico d’India a Serrenti si è svolta con successo grazie alla sinergia tra il Comune, la Pro Loco, il Comitato di San Giacomo e la Protezione Civile. Un buon esempio di come la collaborazione tra Associazioni e cittadini possa valorizzare i prodotti del territorio più ampio e creare momenti di festa autentici a costi sostenibili. Questo evento non è solo un tributo al fico d’India, frutto simbolo delle terre aride, ma anche un omaggio all’identità agricola e culturale del paese.
La sagra ha detto in apertura del Convegno il sindaco Pantaleo Talloru, “è un’occasione per vivere Serrenti in modo autentico, tra ospitalità, prodotti della terra, prodotti dell’arte dolciaria, e tradizioni che raccontano la Sardegna più genuina. Per chi apprezza il legame tra territorio e cultura, questa sagra è un piccolo gioiello da preservare”.
Ma è anche l’occasione per parlare della necessita di salvaguardare le campagne e il lavoro contadino; è anche l’opportunità per parlare dello spopolamento dei piccoli centri; della salvaguardia delle biodiversità e della funzione che hanno le piante nel trattenere l’anidride carbonica.
Ecco perché l’anima della sagra di Serrenti, non è solo una festa, ma un racconto vivente della Sardegna più autentica. È uno degli eventi più sentiti da chi ama i cibi salubri, organizzata con passione e sostenuta dalle istituzioni locali. È un momento dove ogni gesto e ogni piatto raccontano il legame profondo con la terra.
L’incontro divulgativo sulla coltivazione, trasformazione e valorizzazione del ficodindia con interventi dell’agronomo Martino Muntoni e del produttore di Mogoro Ignazio Orrù, ha lanciato anche un messaggio sociale e ambientale per affermare che la sagra è anche un’occasione per riflettere su temi cruciali inerenti la salvaguardia delle campagne: nelle aree interne della Sardegna, dove l’agricoltura è ancora il cuore pulsante dell’economia, è fondamentale sostenere i piccoli produttori e promuovere pratiche sostenibili.
Le coltivazioni vegetali delle aree agricole hanno ricordato Muntoni e Orrù non sono solo paesaggio, ma veri e propri alleati nella lotta al cambiamento climatico, grazie alla loro capacità di assorbire CO₂.
La forza della socializzazione si è manifestata al massimo livello nel momento conviviale sotto gli alberi di alto fusto del Parco comunale tra il brusio delle voci e il profumo del cibo emergeva la gioia dello stare insieme. Mani che si stringevano, storie che si intrecciavano, canti e il calore umano dei giorni di festa. Iniziativa che subito dopo ha contribuito all’ affascinante momento culturale che ha visto protagonisti uomini e donne provenienti da varie parti dell’isola organizzati nel “Gruppo culturale Alessandra Sorcinelli”, noti per la loro vivace attività artistica e letteraria in Sardegna.
La Sagra del Fico d’India non è stata solo un tripudio di sapori, ma anche un palcoscenico di creatività e talento giovane. La performance del dodicenne Diego Putzu, ispirata alla produzione tradizionale della sa carapigna - il tipico sorbetto sardo - ha incantato il pubblico con la sua maestria e passione. Vedere un ragazzo così giovane cimentarsi in un’arte antica è stato un momento di pura poesia popolare. Alla Sagra, l’arte ha davvero brillato grazie a due figure straordinarie di Serrenti: Rossano Putzu – Il “Genio del Girarrosto” e Marco Tiddia – Scultore e Pittore Visionario. Due artisti che portano avanti l’identità culturale con orgoglio e originalità.
Alla conclusione del convegno si parlato della realizzazione del forno comunitario presso la Casa della Terra Cruda. Questo forno, costruito in làdiri (mattoni di terra cruda), non è solo uno strumento per cuocere il pane tradizionale come il civraxiu, ma diventa anche un luogo di incontro, scambio e riscoperta delle radici locali.
E quel fuori programma ispirato all’immagine di Batman… beh, lì la sagra ha virato verso il surreale e il divertente. Un tocco di ironia e fantasia che ha reso l’evento ancora più memorabile.
Partecipare alle sagre significa anche abbracciare una visione del mondo più consapevole, dove il cibo, la cultura, l’arte e l’ambiente sono intrecciati. Sono delle semplici iniziative che possono avere un grande impatto nei piccoli centri che tendono inesorabilmente a spopolarsi.
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