In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne l’Istituto Einaudi di Senorbì ha organizzato una giornata di mostre e incontri con l’intento di sensibilizzare, discutere e riflettere su un tema purtroppo ancora attuale.
La manifestazione, coordinata dalle professoresse Dorotea Mascia e Isaura Piredda e dalla dottoressa Rita Pireddu, ha visto impegnato studentesse e studenti nell’allestimento di una mostra con i lavori preparati ed esposti all’ingresso dell’Istituto: disegni, cartelloni, elaborati con unico comune denominatore lo slogan “BASTA VIOLENZA CONTRO LE DONNE”; contemporaneamente presso la sede dell’istituto Agrario sono stati installati dei nastri rossi all’esterno dell’edificio come simbolo del rifiuto da parte dell’intera istituzione scolastica riguardo la violenza sulle donne.
Durante la ricreazione le classi 4aA e 4aB dell’indirizzo Socio Sanitario e la 4aSIA si sono esibite in un flash bob dal titolo significativo “Codice Rosso”, come ulteriore testimonianza di sensibilizzazione. Dalle 11.30 nella sede centrale le classi hanno incontrato in modalità online la criminologa dott.ssa Flavia Fumara e le rappresentanti dell’associazione Progresso Donna.
A margine della manifestazione abbiamo incontrato due studentesse E.P. e M.A. che hanno voluto ribadire la posizione loro e di tutte le ragazze nei confronti di un tema così importante.
Che significato date a questa giornata?
Promuovere attività e incontri così come abbiamo fatto noi oggi è importante perché solo attraverso la sensibilizzazione e la conoscenza si riesce ad intervenire ed aiutare sempre più donne vittima di violenza.
Perché è così importante parlarne?
Parlarne in famiglia significa innanzitutto far crescere gli uomini insegnando loro a rispettare una donna e contemporaneamente far capire ad una donna l’importanza di acquisire una propria autonomia, anche economica, così da non essere costretta a legarsi al proprio compagno/marito soprattutto quando questo non la rispetta.
Come giudicate il modo con il quale vengono raccontati i fatti di cronaca?
Spesso purtroppo si racconta l’episodio ma non sempre si approfondiscono i contesti nei quali i delitti accadono.
Ritenete che le donne siano sufficientemente tutelate da un punto di vista legislativo?
In tema di legislazione sono stati fatti soprattutto negli ultimi tempi notevoli passi in avanti; è anche vero che la violenza nella maggior parte dei casi si consuma all’interno della casa rendendo quindi difficile poter intervenire anche solo in termini di prevenzione. Uscire di casa per andare a lavorare o cercare di distrarsi è sicuramente una situazione di liberazione che durante il lockdown è stata fortemente limitata, accentuando così la situazione di sofferenza.
L’intera manifestazione si è svolta nel rispetto della normativa in materia di prevenzione e contrasto al Coronavirus.
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