La protesta degli studenti e dei laureati in scienze della formazione


more
>

Tutti insieme per difendere una scuola di qualità e perché sia garantito a ciascun bambino il diritto ad avere docenti altamente formati e selezionati. Per questo il 18 luglio hanno manifestato, di fronte all’Ufficio Scolastico Regionale di Cagliari, gli studenti e i laureati del corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria Nuovo Ordinamento, i vincitori di concorso e i precari storici delle GAE.

Quello che viene richiesto è il rispetto della Sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017 che ha decretato l'uscita definitiva dei diplomati magistrali, ritenendo che il “diploma magistrale, se pur conseguito entro l’a.s. 2001/2002, rimane titolo di studio idoneo a consentire la partecipazione ai concorsi ma di per sé non consente, e non ha mai consentito, l’accesso alle graduatorie permanenti, oggi ad esaurimento”. Ciò comporterà, oltre all’uscita delle GaE, un ritorno delle stesse nelle graduatorie di istituto in seconda fascia, fascia nella quale si trovano anche i laureati in Scienze della Formazione Primaria che non rappresenta, di fatto, un “licenziamento”, come i mass media stanno invece divulgando erroneamente.

Per ogni persona che attraverso il ricorso ha acquisito il ruolo o ha scavalcato i colleghi nelle supplenze, ce n’è un’altra che aveva un diritto acquisito a quel ruolo, avendo seguito le regole previste, e che o è rimasta senza lavoro o si sta accontentando di supplenze brevi e saltuarie pur di maturare servizio. Sottolineano il fatto che chi chiede sanatorie e ruolo subito ha avuto a disposizione almeno sei cicli del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria (dall’anno accademico 2002/2003 all’anno accademico 2007/2008), il percorso riservato ex DM 85/2005 e due concorsi (2012/13 e 2015/16) per entrare nelle graduatorie permanenti come la legge prevede.

Inoltre chiedono al governo di bandire e assicurare concorsi a cadenza biennale, aperti a tutti gli abilitati, che possano selezionare le eccellenze tra gli aspiranti docenti, siano essi diplomati magistrali o laureati in SFP. Lo stesso art. 97 della Costituzione stabilisce che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso”. Una sanatoria, sostengono, non può garantire tale selezione; inoltre, se si dovesse aprire questo scenario, gli attuali studenti e i futuri laureati di Scienze della Formazione Primaria vedrebbero vanificati i loro studi in attesa dello smaltimento di graduatorie chilometriche che non permetterebbero per molti anni di entrare stabilmente nel mondo della scuola. Durante la mattinata una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta presso l’Ufficio Scolastico Regionale, dove sono stati discussi i motivi della manifestazione. Dicono fermamente no a qualsiasi soluzione che possa sbarrare a priori l’accesso alla professione a chi sta investendo la propria formazione universitaria per insegnare. Il fine è quello di puntare a una scuola di qualità, che possa offrire ai bambini e alle loro famiglie la sicurezza di insegnanti con uno standard professionale all’altezza delle sfide educative.

© Riproduzione riservata