Anche quest’anno il 6 e 7 luglio si è svolta a Sedilo “S’Ardia”, la corsa a cavallo in onore a San Costantino, riservata unicamente ai sedilesi per ricordarne la vittoria in battaglia contro Massenzio a Ponte Milvio. La tradizione vuole che la notte prima dello scontro decisivo, apparve in sogno all’imperatore il simbolo della croce con la scritta “In hoc signo vinces”, con questo segno vincerai. Decise quindi di affiancare nello stemma il simbolo della croce a quello del sole.
Le origine della nascita della festa sono però a Scano Montiferro, sempre in provincia di Oristano però più vicino alla costa occidentale dell’isola. Si racconta che ad un nobile del paese, Don Giommaria Ledda schiavo prigioniero dei Mori, apparve insogno un guerriero con le vesti romane che gli prometteva la libertà nel caso in cui avesse edificato una chiesa nella località di “Monte Isei”.
Il nobile, inizialmente incredulo sia di ottenere la libertà che di mantenere il voto promesso in quanto privo di denari, una volta liberato si mise alla ricerca di questa località a lui sconosciuta. Giunto nel paese di Sedilo, incontrò un vecchio che ben ricordava quel luogo perché lì da giovane era stato fortemente rimproverato dal padre per una sua azione maldestra: “Adesso ti ricordi Monte Isei” gli disse dopo averlo ripreso.
I soldi necessari alla costruzione furono dati direttamente al nobile scanese da San Costantino, facendogli ritrovare un borsello in cuoio pieno di soldi.
La festa veniva organizzata alternativamente da scanesi e sedilesi fino a che il 6 luglio 1806, il rettore di Sedilo don Pietro Paolo Massidda vietò una qualunque partecipazione agli scanesi. Scoppiò un litigio molto forte, ma dal giorno l’onore dell’organizzazione della festa spetta unicamente ai sedilesi. Il 1806 viene ricordato come “s’annu de sa briga”, l’anno del litigio.
Da allora tutti gli anni, la sera del 6 e la mattina del 7 circa 100 cavalieri sciolgono il voto al santo: il capo corsa (“sa prima pandela) accompagnata dalla “secunda” e dalla “terza” pandela, più alcune scorte precedono questa processione di cavalli lanciati al galoppo all’interno del santuario edificato in onore a “Santu Antinu”.
La scelta del capocorsa spetta al parroco attraverso un registro del quale solo lui conosce l’elenco; una volta individuato il prescelto, è suo compito nominare “secunda” e “terza pandela”. Ognuno, a sua volta, nomina le tre “scorte” che proteggono i tre cavalieri affinché non vengano superati durante la corsa.
Nonostante non sia mai stato nominato Santo dalla Chiesa Cattolica, il culto di Costantino è molto sentito in Sardegna ed in particolar modo a Sedilo.
© Riproduzione riservata