Sardegna zona bianca, quale rilancio per il settore della ristorazione?


di Antonio Obinu

Da Lunedì 1 marzo la Sardegna è entrata in zona bianca; nella scala cromatica con la quale abbiamo imparato a convivere in questi ultimi mesi significa che il comportamento virtuoso di noi sardi ha dato i suoi risultati. Questo non vuol certo dire che la pandemia sia stata definitivamente superata, ma al pari del piano vaccinale e delle esperienze pregresse possiamo guardare al futuro con maggiore positività. È passato un anno da quando nel nostro vocabolario sono entrati termini come lockdown, indice di positività, distanziamento sociale e tanti altri che sino ad allora avevamo accumunato alla fiction cinematografica e televisiva. Per capire meglio come sono stati questi 365 giorni dal punto di vista del settore della ristorazione, uno di quelli più colpiti dalla pandemia, ho sentito il parere di Daniela Muscinu. Da diversi anni gestisce il suo locale nella zona di Piazza Repubblica a Cagliari e con la filiera dei prodotti biologici è un punto di riferimento non solo nelle colazioni ma anche nella pausa pranzo e nello snack pomeridiano. Buongiorno Daniela, come è cambiato il suo modo di lavorare durante la pandemia? È cambiato in positivo perché abbiamo garantito un servizio alle persone che purtroppo a causa della pandemia non potevano per un motivo o per un altro uscire di casa e così, nel nostro piccolo, abbiamo cercato di dare un servizio alla comunità. Il rapporto con la clientela, sia abituale che occasionale, è cambiato e in che modo?   Abbiamo consolidato i rapporti con i nostri vecchi clienti ed abbiamo conquistato anche quella fascia di clientela che per svariati motivi ancora non ci conosceva; grazie soprattutto al delivery siamo riusciti ad arrivare anche dove prima era quasi impossibile. Quali sensazioni le sono rimaste dopo questa “esperienza”? Si è creato quasi un rapporto familiare perché ci piace coccolare e ricordarci di tutti i nostri clienti, cercando ogni volta di offrire un qualcosa in più. Quali sono le sue aspettative per l’immediato futuro? Sicuramente che finisca quanto prima questo momento così difficile per tutti, ma vorrei soprattutto invogliare chi non ha avuto le forze di andare avanti di non mollare mai e cercare anche nelle situazioni negative di trovare quanto di positivo si possa ottenere. Quali suggerimenti si sentirebbe di dare alla classe politica per rilanciare il settore? Sicuramente sostegni economici e soprattutto eliminare le tasse per tutto il periodo della pandemia e quello immediatamente successivo, anche perché se non si è fatturato è difficile capire la logica di una tassazione.

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