Sardara, Università delle Tre Età: boom di iscrizioni tra laboratori, passeggiate, visite guidate e lezioni


di Gian Luigi Pittau
  È un laboratorio di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni. L’Università delle Tre Età di Sardara ha dato l’avvio alcuni mesi fa a un ricchissimo calendario di iniziative che ha coinvolto tantissime persone e che ha il suo quartier generale nell’area termale e in particolare nell’ex Bottiglieria dove un’ampia sala ospita un pubblico sempre più numeroso. Il professor Giovanni Scanu è riuscito ad appassionare i tanti presenti con un corso sulle “Piante fossili, un tesoro sconosciuto” con un breve excursus sul patrimonio paleobotanico in Sardegna. Così si è concluso il corso di geologia svolto dall’Unitre di Sardara in collaborazione con il dipartimento di scienze della Terra di Cagliari. «Ringraziamo infinitamente - si legge nella pagina social dell’associazione -  il professor Luca Fanfani, la professoressa Carla Buosi, il professor Fabrizio Cocco, il professor Giovanni de Giudici e il professor Giovanni Scanu che ci hanno consentito di conoscere lo straordinario mondo della geologia con lezioni coinvolgenti e un linguaggio semplice». In più, di recente 107 ragazzi della scuola media di Guspini sono stati accompagnati dai volontari dell’Università delle Tre Età di Sardara attraverso i monumenti dell’area termale. Dopo il pranzo al sacco nella piazza dell’ex bottiglieria la visita è iniziata nel parco delle Antiche Terme in cui si trova il nuraghe Aquas ed è proseguita nell’anfiteatro, il forno romano, la grotta, il santuario, il lavatoio e infine l’antico Bagno romano che racconta duemila anni di storia.  «Grazie ragazzi - rimarcano i soci - per essere stati attenti, curiosi e corretti, grazie infinite ai docenti accompagnatori per aver fatto vivere questa bella esperienza ai vostri alunni e anche a noi di Unitre». I soci dell’Unitre non sembrano sentire il peso degli anni e di recente hanno fatto una bella escursione a Collinas e in particolare a Santa Maria Angiargia e alle Terme romane Su Angiu. Quest’iniziativa è stata inserita nel progetto “Aquae Neapolitanae”, cofinanziato dalla Fondazione di Sardegna.

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