Redazione
Finora all’Università delle Tre Età di Sardara si è parlato di storia, di nuraghi, di geologia, di ambiente, di arte, di letteratura. Ma in una delle ultime lezioni si è parlato di medicina.
«Siamo partiti - spiegano i componenti dell’Università sardarese - da una frase del De senectute, Sulla vecchiaia, un’opera filosofica scritta da Cicerone più di duemila anni fa, nel 44 a. C. “Ciascuna parte della vita ha un suo proprio carattere, sì che la debolezza dei fanciulli, la baldanza dei giovani, la serietà dell’età virile e la maturità della vecchiezza portano un loro frutto naturale che va colto a suo tempo. Il resto lo ha fatto il dottor Salvatore Chia che ha catturato la nostra attenzione parlandoci delle diverse fasi della vita, di invecchiamento attivo e consapevole, della funzione del volontariato, dell’importanza della socializzazione, dei rapporti interpersonali e intergenerazionali, di stili di vita, di attività fisica, di educazione permanente e … di tante altre cose. Due ore intense, alla scoperta di noi stessi, dei nostri punti di forza e delle nostre debolezze. Una lezione full time conclusa con la promessa di rivederci ancora».
Intanto le attività dell’Università delle Tre Età sono tantissime così si è svolta una camminata di 4 km che è stata occasione per incontrarsi, socializzare e stringere nuove amicizie. «Camminare con noi - concludono i soci - è anche scoprire i tesori che i nostri territori ci offrono, scoprire un nuraghe o una tomba dei giganti, entrare in punta di piedi in un bosco e capire il suo valore per proteggerlo».
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