Le mamme e i papà della scuola dell’infanzia di Sardara sono sul piede di guerra. Il motivo? Il fatto che ai bambini verrà negata la possibilità del tempo pieno fino alle 16 con una uscita anticipata alle 13.30 e la mensa negli stessi locali scolastici frequentati dai bambini.
Una situazione che avrà delle pesantissime conseguenze per gli 86 bambini della scuola dell’infanzia e per i genitori, molti dei quali (57 in totale) hanno firmato una lettera in cui hanno chiesto alla dirigente scolastica Susanna Onnis di rivedere questa decisione.
Il genitore Ilaria Casti, rappresentante del consiglio d’istituto, si è fatta portavoce di un gruppo di genitori di bambini frequentanti la scuola dell'infanzia di Sardara: ‘Nell'ultimo consiglio d'Istituto la dirigente scolastica ha prospettato per i nostri bambini un orario scolastico che va dalle 8 alle 13.30, senza mensa. Tale decisione è stata presa perché, visto il passaggio a un numero maggiore di classi, al momento non ci sarebbero abbastanza docenti per garantire il servizio fino alle 16. Inoltre l'aula mensa è stata divisa in due aule più piccole per creare gli ambienti per ospitare le classi in più. I genitori hanno chiesto di rivedere questa decisione sia perché l'orario non è appropriato alle esigenze di bambini di fascia d'età così piccola (2,5 /6 anni), sia perché ai bambini vengono tolte almeno 10 ore di attività didattica alla settimana”.
La lettera e la richiesta di aiuto è stata mandata anche al primo cittadino Roberto Montisci: “Giovedì scorso – continua Ilaria Casti - ho parlato con il sindaco, a cui abbiamo inoltrato la lettera per la dirigente, per illustrargli il disagio che si è venuto a creare. Il sindaco ha contattato la dirigente e, in serata, mi ha detto che la proposta avanzata dalla dottoressa Onnis è stata quella di usufruire della sala mensa della primaria, in un caseggiato vicino a quello dell'infanzia. La soluzione per noi genitori non è percorribile, perché significa lo spostamento quotidiano di 86 bambini durante mesi freddi e piovosi, con un notevole disagio.
Sono stata ricevuta dalla dirigente che è stata irremovibile. Per lei l'unica soluzione possibile è quella del trasferimento dei bambini. Non si possono far mangiare in classe per via dell'igienizzazione degli ambienti e dei banchi, a suo dire, da fare prima e dopo il pasto. Non si può destinare a mensa la sala giochi, per via del pavimento a tappeto che non consente l'uso di tavoli e sedie, né il calpestamento. Non si può adibire a mensa l'aula magna della secondaria (stesso caseggiato) perché ospiterà una classe della secondaria che non vuole dividere, preferendo spostare 86 bambini piccoli in un altro caseggiato, anziché 20 ragazzi. La dirigente scolastica non ha voluto sentire ragioni”.