Marcello Atzeni (foto di Francesca Manca di Villahermosa)[/caption]
A teatro?
“Sì, ringrazio l’amministrazione comunale per avermi concesso la struttura. E’ la prima volta che presenterò il libro su un palcoscenico. Avrà un sapore molto particolare. Da cronista, tante volte mi sono ritrovato in platea per recensire gli spettacoli. Stavolta la situazione si ribalta, anche se io non sono un attore. Sarò su un palco con due persone che hanno a che fare con gli spettacoli: Antioco Floris, professore di cinema, televisione e media audiovisivi all’Università di Cagliari e Cristina Maccioni, un passato da programmista in Rai, un presente in qualità di attrice e regista teatrale.”
È un libro di ricordi suoi e della sua famiglia.
“Non esattamente, non in toto. Ci sono i ricordi familiari ma anche altre storie, i racconti sono sessanta, molti non si legano alla famiglia Atzeni-Urpi. Vi è anche qualche estratto di cronaca doloroso, parlo di un sopravvissuto a un lager nazista. Un fatto di cronaca che ho, come dire, convertito in racconto.”
Bene. I prossimi appuntamenti?
“Per ora c’è un’altra data. Il 25 ottobre sarò a Cagliari, sto ancora mettendo a punto i dettagli. Ora mi concentro sulla presentazione di dopodomani. Un passo alla volta”.
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