Sanluri, il libro di Alberto Corda “Io e il Pirata”


di Simone Muscas
È stato presentato a Sanluri, nei locali di via Sardegna, il libro “Io e il Pirata” di Alberto Corda, 40 anni, originario di Sanluri e di recente rientrato in Sardegna dopo un periodo di studio in Colombia. Per l’autore è stato una sorta di ritorno alle radici, un incontro con il proprio paese attraverso un progetto che nasce lontano, ma che porta con sé emozioni, ricordi e una passione sportiva che non ha confini. Il libro, autoprodotto da Amazon, affonda le sue radici in un momento di riflessione vissuto dall’autore proprio durante la permanenza all’estero. Mentre seguiva il Tour de France e osservava la straordinaria doppietta Giro-Tour realizzata da Tadej Pogačar, Corda ha sentito riaffiorare i ricordi legati a chi, prima di lui, era riuscito nella stessa impresa: Marco Pantani. Da quel richiamo inatteso sono riemersi volti, immagini, telecronache, emozioni che hanno accompagnato un’intera generazione. È da quell’onda di memoria che è nato “Io e il Pirata”, un racconto in cui vita personale e mito sportivo si intrecciano senza mai sovrastarsi. L’autore ripercorre le grandi imprese del ciclista romagnolo, ma soprattutto ne richiama il modo unico di stare in sella, la capacità di entusiasmare e trascinare chi lo seguiva. Non un semplice omaggio, dunque, ma un viaggio emotivo che offre uno sguardo più intimo sul campione e su ciò che ha rappresentato. Fra le pagine trovano spazio anche i momenti più difficili, come la mattina di Madonna di Campiglio nel 1999, vissuta e ricordata dall’autore con la stessa intensità di allora. È un continuo saliscendi, proprio come quelli affrontati dal Pirata, che restituisce l’idea di una vita fatta di picchi e discese, successi e fragilità. Una storia che, per questo, parla a tutti. Nel corso dell’incontro a Sanluri, Alberto ha presentato anche la versione in lingua spagnola del libro, pubblicata con il titolo “El Pirata y yo”, pensata per i lettori che lo hanno accompagnato durante l’esperienza in Colombia e per chi vorrà conoscere Pantani oltre i confini italiani. Per l’autore questo progetto editoriale rappresenta un ponte fra luoghi, lingue e ricordi: un modo per riportare a casa un lavoro nato lontano, ma che trova nel suo paese d’origine un significato ancora più profondo. “Io e il Pirata” diventa così non solo un tributo a Pantani, ma un racconto che continua a vivere ogni volta che qualcuno decide di aprirne le pagine e lasciarsi accompagnare lungo quelle salite che profumano di passato e di libertà.

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