Sanluri, divertente monologo di Giobbe Covatta


di Marcello Atzeni
Ci voleva la leggerezza di Giobbe Covatta per riempire il teatro “Akinu Congia” di Sanluri. Il comico napoletano ha divertito gli spettatori con un monologo che parte dalla comparsa dell’uomo sulla terra, citando il primo ominide, Lucy (chiamato così perché gli scopritori, durante gli scavi in centro Africa ascoltavano Lucy in the sky with diamond dei Beatles). Dall’australopiteco passando all’uomo eretto, poi, all’ abile e quindi al sapiente. Poi il discorso evoluzionistico, diventa meno scientifico e più da comico. Ecco quindi che Giobbe ci parla della supremazia non riconosciuta né accettata della donna. In fin dei conti sono sempre stati gli uomini a scriverla. Anche le fiabe sono state scritte dagli uomini, quasi, con il pretesto di rendere la donna un accessorio. Nell’andito del camerino, al primo piano, dove il vento è un ospite poco gradito, Giobbe si siede e si accende una sigaretta che non fuma per intero. Quando ha iniziato la sua carriera e come? “Era il 1982, i compagni di cordata erano Paolo Rossi, Aldo e Giovanni, Enzo Iacchetti, Giorgio Faletti e altri. Lo facevo per divertirmi, poi ho deciso di farne una professione.” Dunque, a distanza di oltre 40 anni, non si diverte più? “Sì, certo che mi diverto, ma un conto è scrivere rispettando tempi e steccati, un altro andare a ruota libera. Scrivo con mia moglie, soprattutto i libri, il prossimo uscirà tra qualche giorno.” La grande notorietà arrivò con il Maurizio Costanzo show. “Sono stato quello che più è stato ospitato da Maurizio. A un certo punto gli ho detto che avevo raccontato tutto quanto. Non avevo più argomenti. Così, una sera mi disse: cosa devi fare stasera? Stasera, non ho impegni. Perfetto, mi disse. Così te ne stai in casa e ti metti a scrivere.” La barba di Giobbe gli conferisce un aspetto da sapiente, non da sapiens, quello è legato al genere umano e non è detto che sia valido per tutti. Mantiene ancora il codino, che, quasi, si accoppia con la coda di volpe disegnata su una maglietta bianca. Parliamo un po’ di registi. “Sono molto affezionato a Ricky Tognazzi, anche per il fatto che mi diede libertà di espressione. Non è tipico dei registi lasciarti ampia libertà. La grandezza di un buon direttore si vede anche da quest’aspetto, che non è di certo un dettaglio.” Ad attendere Giobbe all’uscita del camerino, almeno una dozzina di persone. Il comico napoletano piace anche per la sua umanità, per il suo impegno civile. Molto note le sue campagne per aiutare alcune popolazioni svantaggiate dell’ Africa. Il successo di un personaggio ha molte chiavi di lettura. Anche quello di fermarti a firmare autografi, farsi una foto, scambiare due chiacchiere, mentre lo stomaco reclama. Dimenticavo: lo spettacolo si intitola “Scoop donna sapiens”. Rientrava nella stagione Cedac 2023-2024.

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