Dopo Cagliari anche il Medio Campidano ha il suo Centro di Mediazione Familiare A.I.R.A.C. (Associazione Italiana Risoluzione Alternativa Conflitti). L’associazione che nasce grazie a un gruppo di professionisti, mediatori e avvocati, non ha scopo di lucro e persegue obiettivi finalizzati alla conoscenza e alla diffusione dei metodi alternativi di risoluzione delle controversie relativamente all’arbitrato, alla mediazione familiare e culturale. «La missione del nostro nuovo Centro di Mediazione Familiare A.I.R.A.C. di Cagliari e Sanluri», dichiara l’avvocato Silvia Onnis, esperto mediatore familiare e scolastico, referente per il centro di Sanluri, «è aiutare le famiglie in crisi, attraverso la mediazione familiare, intesa come processo collaborativo di risoluzione del conflitto, nel quale le coppie o le famiglie in difficoltà vengono assistite da un terzo imparziale, il Mediatore appunto, allo scopo di migliorare la comunicazione e trovare una risoluzione accettabile per tutte le parti coinvolte. L’esperienza professionale acquisita in qualità di avvocati, infatti, ci ha indotte a riflettere su quanto possa essere stressante e difficile per una famiglia affrontare da sola i momenti di crisi. Lavorando sul territorio, inoltre, abbiamo maturato la convinzione che una maggiore diffusione della cultura della mediazione ridurrebbe i costi socio-economici dei sempre più numerosi conflitti familiari».
«Ora, in questo delicato frangente», precisa Silvia Onnis, «in cui l’emergenza sanitaria che ci siamo trovati a fronteggiare si è rivelata un difficile banco di prova per gli equilibri familiari, crediamo più che mai nell’utilità sociale della pratica mediatoria. Confidiamo dunque che gli Enti Pubblici Territoriali, alla cui sensibilizzazione stiamo già lavorando, si mostrino disponibili a una collaborazione sinergica con il Centro, anche nel più ampio ambito delle iniziative che essi sono chiamati ad adottare per sostenere i cittadini costretti ad attraversare questa grave crisi sociale ed economica. Alla ripresa delle scuole, inoltre, contiamo di portare avanti un nuovo progetto di mediazione scolastica. È ormai innegabile che la scuola di oggi sia impegnata a contrastare episodi sempre più frequenti d’intolleranza, violenza, prepotenza e bullismo, ebbene, noi crediamo che, su questo fronte, l’introduzione delle pratiche mediatorie a scuola possa costituire un valido strumento di gestione dei conflitti e di recupero delle risorse relazionali».
«Se è vero, infatti, che la mediazione», prosegue l’avvocato, «riconosce il conflitto come un fenomeno sociale naturale e come una risorsa per la crescita dell’individuo, diffondere la pratica della mediazione nelle scuole significa trasformare il conflitto in una singolare opportunità formativa: riaprendo tra le parti in difficoltà relazionale quei canali di comunicazione che tra loro si erano bloccati, il conflitto viene ad assolvere l’importante funzione educativa di allenamento alla tolleranza. Pensiamo dunque alla mediazione scolastica non solo come una tecnica di composizione delle controversie, ma come un effettivo processo educativo, in grado di favorire la crescita relazionale ed emozionale dei ragazzi, aprendoli all’accoglienza dell’altro e alla comprensione della diversità, quali basi per una più generale educazione alla cittadinanza e alla legalità».
«Concretamente», conclude Silvia Onnis, «l’intervento di mediazione scolastica potrà realizzarsi attraverso l’apertura di uno sportello o l’introduzione di laboratori di mediazione scolastica rivolti agli studenti, per aiutarli a sviluppare abilità sociali quali l’ascolto, l’assertività e la considerazione dei diversi punti di vista. Anche in tal caso, confidiamo di incontrare dirigenti scolastici e docenti moderni e illuminati, disposti a sviluppare insieme a noi questi progetti».
Per informazioni: Centro di Mediazione Familiare A.I.R.A.C. di Sanluri, via degli Scolopi 17, tel. 349 6102247, e-mail: sanluri@airac.it">sanluri@airac.it.
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