Sanità sarda: medici, infermieri e tutto il personale lasciati allo sbando completo


di Maurizio Onidi
«Così non si può continuare,  serve un’immediata inversione di marcia sulla Sanità Sarda», è l'allarme lanciato dal coordinamento regionale del sindacato generale di base che continua «sicuramente servono dei buoni otorini per curare la sordità dell’assessore regionale alla sanità. Oltre otto lunghi mesi di tempo per organizzare i presidi nella regione Sardegna, ma evidentemente è stata sottovalutata e trasformata in lotta politica la pandemia che stava invadendo e infestando il popolo sardo». «Medici, infermieri e tutto il personale dell’indotto della sanità sarda, dalla guardiania dei presidi, al personale delle pulizie ai volontari lasciati al più completo sbando rischio e pericolo», precisano i sindacalisti. «Non basta sbandierare alla stampa l’assunzione di nuovo personale, occultando in alcuni casi,  di dire "Precario a tempo determinato", serve un vero piano organizzativo della sanità sarda», puntualizzando che «non si muore e non ci si amala di solo Covid-20, bisogna formare tutto il personale sanitario sul modo di agire in caso di pazienti positivi, bisogna esporre il minor numero possibile di lavoratori al rischio contagio,  formandolo e applicando lo smart working». «Non si capisce perché a tutt’oggi» ribadiscono dal Sgb «alcune unità lavorative amministrative vengano mantenute in servizio. Non si conosce ancora oggi il numero delle unità lavorative conteggiate in ogni singolo presidio della Sardegna. Non si capisce perché l’assessore regionale alla sanità abbia atteso sino al 4 novembre per attivare un percorso di organizzazione dei presidi sanitari. Non chiediamo solo la riapertura dei presidi, chiediamo che vengano date indicazioni e risposte a tutti i sardi che non essendo contagiati dal Covid hanno bisogno e diritto di rivolgersi alle strutture sanitarie e farsi curare in tutta sicurezza» chiedono a gran voce i rappresentanti sindacali. «Fino ad oggi si è pensato a fare solo nomine e ripartizioni di poltrone, ma non si è pensato a mettere in sicurezza la salute degli uomini e delle donne sarde». «È un terribile atto di sciacallaggio e mancanza di rispetto nei confronti della popolazione sarda non aver pensato alla riorganizzazione del servizio sanitario della Regione Sardegna» ribadiscono i rappresentanti della sigla sindacale  che riprendono «I nostri medici, i nostri infermieri, tutto il personale paramedico e dell’indotto sono abbandonati sia dal punto di vista professionale che economico. Si, anche economico, vengono chiamati “angeli, eroi ecc…” ma quando si tratta di dare riconoscimenti concreti vengono dimenticati». «Il sindacato generale di base non abbandona questi lavoratori e gli stessi utenti, chiediamo alla giunta regionale e al perenne assente assessore regionale alla sanità di tracciare una riorganizzazione chiara, al di là del credo politico, che dia tutela e garanzia ai lavoratori e agli utenti».    

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