«È evidente - sottolinea Caligaris - che se non si provvede a garantire il servizio viene leso il diritto alla salute di pazienti fragili che rischiano complicanze di non facile gestione. Lo stomaterapista è un infermiere che deve avere conoscenze specifiche con particolare riguardo alla cura delle ferite. Si occupa inoltre della prevenzione delle complicanze stomali contribuendo così fattivamente a ridurre i costi sanitari. Garantisce quindi il monitoraggio e la corretta gestione della stomia offrendo indicazioni ai pazienti e ai familiari per la sua gestione. Cura inoltre il Piano Terapeutico del Paziente. Insomma ha un ruolo di tutto rispetto. Il ricorso alle stomie peraltro risulta in crescita perché crescono purtroppo i tumori del colon retto e dell’apparato urogenitale. Occorre quindi intervenire al più presto affinché sia garantito un servizio con personale altamente qualificato».
«La nostra preoccupazione - ha ricordato Lorena Porceddu, presidente dell’Aistom Sardegna - non è infondata. Le segnalazioni dei nostri soci riguardano l’impossibilità di poter fruire di una figura professionale che finora ha garantito non solo la cura ai pazienti ma anche il supporto ai familiari. Speriamo che si sia trattato solo di una dimenticanza e si possa rimediare in tempi strettissimi. Duole comunque rilevare che ancora una volta sembra che gli stomizzati siano pazienti di serie B e possano essere ignorati i loro diritti».
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