San Gavino, un progetto di Giacomo Putzu, Gennas De Santu ‘Engiu: una porta sui ricordi


di Giacomo Pitzalis
Esistono in legno, in acciaio, in plastica. Possono essere verdi, bianche, nere o grigie. Piccole, enormi, a scomparsa, scorrevoli, a libro, esterne oppure interne. Insomma, di porte ce ne sono davvero un’infinità. Ognuna di esse apre o chiude verso un ambiente, una stanza, un luogo. E perché no, anche verso una storia, un racconto o dei ricordi. Proprio da questa qualità, forse sottovalutata, nasce il progetto Gennas De Santu ‘Engiu, dell’illustratore e artista sangavinese Giacomo Putzu, che ha trasferito su tela le vecchie porte disseminate lungo le viuzze del suo paese natale: oggetti appartenenti a un tempo ormai passato, ma custodi delle nostre case e delle nostre tradizioni. «Gennas De Santu ‘Engiu è nato per caso, mentre scattavo delle foto tra le stradine di San Gavino Monreale. Ho avuto modo di riflettere sul patrimonio storico e urbano dei piccoli centri che, nonostante ci passi sotto gli occhi quotidianamente, non viene apprezzato come meriterebbe». Un lavoro di scoperta e riscoperta, quello di Giacomo, che si unisce al suo amore per il disegno e la pittura, accresciuto e perfezionato durante il lockdown. «Questa passione, per me, è importantissima. Durante il periodo di chiusura ho potuto coltivarla con maggiore meticolosità: tutto quel tempo a disposizione mi ha permesso di studiare e sperimentare, aiutandomi a trovare il mio Io artistico. Può suonare paradossale, dato ciò che stiamo vivendo, ma dal punto di vista strettamente creativo il 2020 è stato l’anno, per me, più produttivo». Presidente dell’Associazione Culturale Chine Vaganti, da sempre fucina di grandi scrittori, fumettisti e illustratori, Giacomo ha cominciato il suo cammino nella pittura fin da piccolo, maturando e formandosi nel tempo, anche grazie all’influenza di grandissimi autori. «Credo di aver cominciato a disegnare per via del bisogno di raccontare quel che vedo dal mio punto di vista. Fin da piccolo ero attratto dall’illustrazione e raffiguravo qualsiasi cosa mi capitasse a tiro, cowboy o animali che fossero. Col passare degli anni ho poi trovato ispirazione in numerosi maestri come Massimo Carnevale, Sergio Toppi, James Gurney e Gregory Manchess». Una passione che ha condotto, o meglio “portato”, Giacomo a voler raccontare le nostre piccole realtà, con talento e quella curiosità tipica di ogni grande artista.

© Riproduzione riservata