San Gavino, un murale realizzato dai ragazzi dell’associazione Delfino


di Gian luigi Pittau
Un murale per superare i pregiudizi e per integrare le persone speciali. Così a San Gavino in via Nuraci all’incrocio con via Palestrina è stata realizzata una nuova opera artistica che ha visto la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze speciali dell’associazione “Delfino”, guidati dalla pittrice di Collinas Gisella Mura. Il murale è l’esito del progetto “Arte e disabilità: Creatività senza limiti e confini”, finanziato dalla Fondazione di Sardegna, e riporta le firme di quasi 40 persone che hanno preso parte alla sua realizzazione. In questo modo i ragazzi dell’associazione presieduta da Piero Antonio Follesa hanno dato libero sfogo alla loro creatività armati di pennelli e mascherine e sempre attenti a mantenere il distanziamento fisico, ma non rinunciando alle relazioni sociali. Tra i ragazzi speciali alcuni sono venuti anche da Guspini, Villacidro, Sardara, Collinas e Sanluri. «I colori vivissimi, le immagini e i simboli - spiega Piero Follesa - rimandano alla diversità e alla collettività, alla bellezza e alla fragilità, ma anche alla forza, specie quella interiore, alla nostra storia e cultura, alla natura e alla vita. Paradossalmente, ciò che appare fragile, diverso, irregolare è nello stesso tempo quando vi è di più vivo, forte, espressivo, speciale. Nel murale compaiono, oltre alle firme dei quasi quaranta cuori che hanno preso parte alla realizzazione dell’opera, due frasi. La prima, è il motto che ha guidato questa impresa, il titolo del progetto finanziato dalla Fondazione di Sardegna, “Arte e disabilità: Creatività senza limiti e confini” che esprime, con la sua semplicità, il grande valore umano di questo murale. Nella seconda frase troviamo ancora un riferimento al binomio arte-disabilità, questa volta espresso dalle parole di Frida Kahlo, la nota pittrice messicana del primo Novecento famosa in tutto il mondo per i suoi autoritratti, opere espressive e molto intense, che dipingeva nonostante i dolori inflitti dalla sua disabilità, dovuta ai postumi di un gravissimo incidente stradale. “Sono felice di essere viva finché potrò dipingere”, diceva Frida. Insieme all’amore è l’arte, la libera espressione della propria personalità, dei propri sentimenti e delle proprie idee, ciò che ci fa sentire vivi e che rende la vita degna di essere vissuta sempre, al di là di tutti i problemi, i limiti e i confini». Ha parole di elogio il sindaco Carlo Tomasi: «Il valore sta nell'idea di saper far vivere a queste persone speciali delle giornate normali, facendo sentire loro le gioie e le spensieratezze di una sempre ricercata e mai scontata normalità, in questo caso con l'attività della pittura, 'una scusa' costruttiva per stare bene insieme. L'opera appare ben curata, colorata, bella, con disegni che riportano chiaramente alla nostra identità di sardi e sangavinesi. Ma è nel progetto e nelle mani di chi lo sta realizzando il valore più profondo che ne fanno qualcosa di diverso, che appaia o non appaia, qualcosa di speciale. L'idea ed il progetto sono di Piero Follesa che silenziosamente da quasi trent'anni cerca di dare un'immagine alla normalità, come solo l'amore di un padre sa dare. L'amministrazione comunale ringrazia lui e l'associazione Delfino per quanto gratuitamente hanno dato in tutti questi anni, arricchendo il nostro paese di opportunità di accoglienza per tanti, disabili, persone in recupero da pene giudiziarie, educatori e soprattutto famiglie».

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