San Gavino,  “Pro vida”: un progetto per formare 200 parenti dei pazienti cardiopatici


di Gian Luigi Pittau
Diffondere la cultura della rianimazione cardiopolmonare (Rcp) tra i familiari di pazienti cardiopatici ad alto rischio di morte improvvisa aumentando così le possibilità di sopravvivenza. È l’obiettivo del progetto “Pro Vida” ideato dai cardiologi 37enni Fabio Orrù e Roberto Floris del reparto di cardiologia - Utic dell’ospedale di San Gavino Monreale che, dopo l’inevitabile battuta d’arresto dovuta alla pandemia, è partito a San Gavino nei locali della Pro Loco in piazza Resistenza con diversi incontri che permetteranno di formare sul campo circa 200 persone. Un progetto molto concreto, risultato tra i vincitori del concorso nazionale “La prevenzione scorre”, indetto dalla società farmaceutica Boehringer Ingelheim, che ha ottenuto un finanziamento di 10mila euro. Ne è entusiasta il primario Gianfranco Delogu: «Il progetto prevede corsi gratuiti di rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione (BLSD) rivolti i particolare dei pazienti cardiopatici, in particolare seguiti dal nostro centro. I partecipanti, che dovranno essere tutti muniti di green pass, impareranno a riconoscere l’emergenza, ad allertare il soccorso, ad effettuare un massaggio cardiaco efficace ed al corretto utilizzo di un defibrillatore automatico esterno (DAE). Difatti l’incidenza della morte improvvisa è percentualmente più frequente nei portatori di cardiopatia strutturale (in particolare coronaropatie e scompenso cardiaco) ed è a questa popolazione che si rivolge il nostro progetto, effettuato grazie alla Assl di Sanluri e al premio vinto dalla nostra struttura al concorso della Boehringer Ingelheim». In Italia oltre 60mila persone ogni anno sono colpite da arresto cardiaco e hanno più possibilità di sopravvivenza i pazienti soccorsi da testimoni addestrati all’esecuzione di una rianimazione cardiopolmonare che viene iniziata soltanto nel 15 per cento dei casi. «Il 30 per cento delle morti ogni anno è dovuto a malattia cardiovascolare. Con il progetto Pro Vida - spiegano Fabio Orrù e Roberto Floris -  riusciremo ad aiutare i familiari dei pazienti residenti nella ex provincia del Medio Campidano e nei territori limitrofi. Il progetto si concluderà con un incontro finale divulgativo con la popolazione. Ci siamo dovuti fermare nel 2019, ma ora ripartiamo: avevamo guadagnato i punti per arrivare alla vittoria grazie all’attività fisica praticata (camminata, corsa, bicicletta) da tante persone e inserita sui social con diversi hastag». Questo progetto si inserisce nelle tante attività portate avanti dai cardiologi dell’ospedale. Alcuni anni fa il progetto “Coru” presentato dalla cardiologia di San Gavino ha vinto il primo premio di 20mila euro del concorso nazionale “La prevenzione scorre” che ha permesso di acquistare le apparecchiature necessarie e portare avanti uno screening cardiologico tra oltre mille studenti delle quinte superiori del Medio Campidano. Un progetto di fondamentale importanza per prevenire la morte improvvisa soprattutto tra le nuove generazioni.

© Riproduzione riservata