San Gavino: polemiche sui lavori di rio Pardu, l’impresa chiede un risarcimento al Comune di 900mila euro


di Gian Luigi Pittau
A San Gavino c’è da spostare un fiume, il rio Pardu, per evitare il ripetersi della terribile alluvione del 18 novembre 2013 e per togliere i vincoli a una grande area di espansione del paese, ma i lavori iniziati nel settembre del 2018 e che sarebbero dovuti terminare dopo un anno con lo spostamento del corso d’acqua di 400 metri (rispetto allo stato attuale) sono bloccati. In più, come se non bastasse, la ditta che ha vinto l’appalto per lo spostamento del corso d’acqua (l’impresa del geometra Sebastiano Putzu) ha chiesto al Comune la rescissione del contratto per gravi inadempienze e un risarcimento danni di 904mila, citando l’amministrazione in tribunale. Sui motivi della richiesta di questa cifra il titolare dell’impresa, Sebastiano Putzu, mantiene il più stretto riserbo e non rilascia alcuna dichiarazione. Così si apre una causa legale, che si annuncia lunga, per un rapporto, quello tra Comune e impresa, che è sempre stato difficoltoso soprattutto nell’ultimo anno. Il 23 settembre 2019 i lavori venivano parzialmente sospesi per la presenza di amianto nel sito. Il 26 novembre dello stesso anno un’altra sospensione per la predisposizione di un’ipotetica variante richiesta della ditta. E molto probabilmente il motivo dello scontro è proprio la richiesta di una modifica del progetto iniziale anche perché prima della richiesta dei danni da parte della ditta lo stesso Comune ad agosto 2020 aveva nominato un suo avvocato come evidenzia il sindaco Carlo Tomasi: «La richiesta di risarcimento, insieme a quella di rescissione, è arrivata questi giorni, mentre la nostra nomina di un legale è stata fatta prima con il tentativo di tutelare gli interessi del Comune ed eventualmente far subentrare la seconda o la terza ditta del bando per il proseguo dei lavori. La ditta vincitrice dell’appalto ha più volte chiesto la modifica del progetto iniziale, sollevando tutta una serie di  riserve e presunte incongruenze. Ma la Regione ha invece convalidato il progetto iniziale per il quale la ditta ha vinto l’appalto con un’offerta di quasi un milione e mezzo di euro anche se ha eseguito non più del 3 per cento dei lavori previsti. La richiesta di risarcimento danni ci ha sorpreso e ora il contenzioso è in mano agli avvocati. Il finanziamento regionale prevedeva al conclusione dei lavori entro il 31 dicembre del 2020, ma chiederemo una proroga». Ma il consigliere del gruppo misto l’avvocato Stefano Altea spara a zero sulla giunta: «Già da tempo con il consigliere Nicola Orrù avevamo denunciato le criticità sulla realizzazione dell’opera sul rio Pardu, benché l’amministrazione minimizzasse la gravità della situazione. Il danno economico per la mancata realizzazione del canale sarebbe devastante per tutto il settore dell’edilizia locale, già in forte difficoltà». L’idea della deviazione del fiume risale a diversi anni fa come ricorda il consigliere di minoranza Stefano Musanti: «Il progetto preliminare dello spostamento del Rio Pardu venne approvato dalla Regione nel 2008. L’impresa chiede oltre 900mila euro di danni: è evidente che non c’è stata un’azione politica dell’amministrazione per discutere le osservazioni al progetto presentate dalla ditta. Se il Comune perderà la causa, oltre alle spese legali, dovrà pagare il danno richiesto dall’impresa e c’è il rischio di perdere in finanziamento regionale».

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