San Gavino, polemiche e proteste per l’aumento delle tariffe degli impianti sportivi


di Gian Luigi Pittau
Brutta tegola per le tante società sportive del paese, la giunta comunale ha deciso all’unanimità (assente l’assessora allo sport Giusy Chessa) l’aumento delle tariffe degli impianti sportivi comunali del 15 per cento. Per le società si tratta di una vera e propria mazzata e questa scelta potrebbe portare molte famiglie a delle rinunce per i costi in un momento in cui lo sport ha una fondamentale funzione educativa e di socializzazione. Il sindaco Carlo Tomasi espone le motivazioni della decisione: «Purtroppo con gli aumenti (in primis l’energia nel 2022) abbiamo deciso una modica contribuzione da parte delle società. Si farà uno sforzo particolare per migliorare le strutture ed è imminente inizio dei lavori del palazzetto di via Verga». Gli impianti interessati sono tantissimi come il campo sportivo Santa Lucia, le palestre di via Paganini, via Verga e delle medie, la pista di atletica e il campo erboso annesso, i campi da tennis, il capannone polivalente, i campi sportivi di Santa Teresa e il campo da basket di via Fermi. Non condivide questa decisione Roberto Esu, segretario della società Italpiombo Santa Teresa: «I campi di Santa Teresa sono oramai diventati terra bruciata: i cani passeggiano   per fare i loro bisogni. Noi utilizziamo il Santa Lucia: l’illuminazione delle torri faro è inadeguata, l’innaffiatura del sintetico inesistente, la recinzione è piena di buchi e rattoppi». Sulla stessa linea Renato Copparoni, storico portiere del Cagliari, che fa parte della società Italpiombo: «Così si affossano le società sportive e gli aumenti sono ingiustificati: l’impianto d’illuminazione del Santa Lucia è da 2 anni insufficiente con 19 fari spenti, il campo sintetico mai innaffiato e non si può neppure avanzare la giustificazione un costo superiore per l'utilizzo dell'acqua». Questi aumenti non sono giustificati da un aumento qualitativo e quantitativo degli impianti sportivi neppure per Stefano Porceddu, vicepresidente del Tennis Club Monreale: «A fronte di un aumento delle tariffe quello che stride è che le società sportive hanno un tetto massimo che possono chiedere ai propri associati e se viene sforato le società non possono chiedere i contributi comunali». Spara a zero il consigliere Stefano Altea: «È assurdo che a fronte di uno stato così fatiscente degli impianti si sia pensato a gravare le casse, già in forte difficoltà, delle nostre società sportive. L'assessora allo sport, colpevole assente nella delibera degli aumenti, dimostra quanto poco attenta sia stata questa amministrazione nei confronti delle società sportive locali». Ma l’assessora Giusy Chessa spiega i motivi degli aumenti: «Quelli per gli impianti sportivi erano propedeutici al bilancio, quindi necessari subito. Il costo dell'energia è triplicato in alcuni casi e far quadrare i conti non è stato facile. Le associazioni sportive, che hanno avuto disagi per la loro attività, riceveranno comunque un ristoro. Da parte dell'amministrazione c’è il massimo impegno per sistemare gli impianti che hanno bisogno di interventi di ristrutturazione. Mi impegno fin d'ora a restituire con i contributi quanto dovuto alle associazioni sportive che hanno avuto disagi nello svolgimento delle loro attività. Mi impegno a recuperare risorse per sistemare gli impianti e stanno per partire i lavori di ristrutturazione del palazzetto dello sport di via Verga».

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