di Gian Luigi Pittau
Gli imprenditori locali devono fare i conti con gli aumenti dei costi della corrente elettrica e con gli ultimi due anni di pandemia, ma ora arriva una nuova batosta perché le tariffe Tari approvate in consiglio comunale fanno registrare consistenti aumenti per le utenze non domestiche come bar, ristoranti, supermercati, pizzerie e altre attività imprenditoriali.
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Stefano Altea[/caption]
La tabella allegata alla delibera dà l’idea dei rincari rispetto all’anno precedente e lo denuncia con forza il consigliere del gruppo misto Stefano Altea: «Dopo il covid-19 e gli aumenti generalizzati dei costi per via della situazione internazionale, è assurdo che l'amministrazione non si prodighi per evitare i forti aumenti della Tari per il 2022 rispetto a quanto pagato nel 2021. Le attività produttive locali, già in ginocchio, devono essere aiutate in qualche modo. Per questo abbiamo già proposto che venga stabilito un nuovo fondo per compensare i maggiori costi della Tari».
I rincari arrivano all’80 per cento per supermercati, macellerie e panetterie e raggiungono il 62 per cento per bar, caffè e pasticcerie.
Un duro colpo come sottolinea Franco Cirronis della caffetteria “Quelleras”: «Queste nuove spese si aggiungeranno ad altre come quella del suolo pubblico ripristinata dal primo aprile con la fine dello stato di emergenza. Ora l’aumento della Tari, già abbastanza alta, non ci aiuta. Chiediamo di avere una riduzione dei costi anche perché abbiamo dovuto subire anche l’aumento delle bollette dell’energia elettrica».
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Carlo Tomasi[/caption]
Ma per il sindaco Carlo Tomasi fornisce una lettura diversa: «Non è possibile confrontare il 2021 con il 2022 per le utenze non domestiche, in quanto quest’anno non sono stati forniti dei fondi aggiuntivi da parte dello Stato che lo scorso anno sono stati destinati quasi esclusivamente a questo settore. Con i fondi statali le utenze non domestiche hanno usufruito di una riduzione del 43,26 per cento».
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