San Gavino, nella nuova stazione una panchina per i migranti e una scultura di Giovanni Spanu


di Gian Luigi Pittau
Una panchina dedicata ai migranti e una bellissima scultura in pietra che raffigura le valigie (rappresentano gli arrivi e le partenze) realizzata dallo scultore Giovanni Spanu sono state collocate nel piazzale della nuova stazione ferroviaria. Così neppure la pioggia ha fermato l’ultima tappa del progetto “Tutti diversi, in panchina senza riserve” realizzato dall’assessorato alle pari opportunità in collaborazione con la cooperativa Koinos e diverse associazioni del paese. La scelta della stazione non è casuale: «In questo luogo - spiega l’assessora Silvia Mamusa - arrivano gli immigrati ma partono anche gli emigrati. Spesso partiamo anche noi per raggiungere un familiare, un amico e per trovare un nuovo lavoro.  Con quest’iniziativa abbiamo parlato di inclusività e di integrazione: ognuno di noi è cittadino del mondo. A San Gavino le vecchie panchine, collocate anche in altri punti del paese, hanno assunto una nuova veste e un nuovo significato, si può fare molto con la generosità di una comunità aperta. Quando parliamo di fenomeno migratorio, di integrazione e di inclusione apriamo un discorso complesso e allo stesso tempo stimolante per riflettere sulla nostra capacità di accogliere e confrontarci con nuove culture, anche distanti dalla nostra. Ritengo che sia corretto dire che "l'altro siamo noi", è un concetto di condivisione empatica della socialità, riflessioni di matrice etica fondamentali per una società culturalmente avanzata come la nostra». Molto originale il Flash mob con le valigie messo in scena dall’associazione “Progetto Danza” e il reading intitolato "ajaja=ayeeyo" e curato dall’associazione “Chine Vaganti”. Alla manifestazione hanno partecipato con entusiasmo anche le donne straniere presenti a San Gavino, i migranti del progetto Siproimi (Sistema di protezione per i titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati) seguito da Diego Serra, la consigliera Giulia Figus, la psicologa Anna Mallocci, lo scultore Giovanni Spanu, la presidente della Pro Loco Antonella Caboni e il presidente di Progetto Danza Antonello Zaru. Insomma tutti insieme per eliminare ogni forma di discriminazione e accogliere tutti senza pregiudizi e senza distinzione di nazionalità o di colore della pelle. L’ultimo appuntamento culturale è stato denominato “La vita è un viaggio” e ha conclusp questo bel progetto di integrazione e di confronto: «Nei diversi appuntamenti - conclude Silvia Mamusa - abbiamo coinvolto la comunità. sui temi culturali e sociali del contrasto all'omofobia, del sostegno alla disabilità, della lotta alla violenza contro le donne ed infine della sensibilizzazione sulle questioni legate alle migrazioni. Per l’inaugurazione della panchina sui migranti abbiamo scelto la giornata del 10 dicembre perché in questa data ricorre la giornata Mondiale dei Diritti Umani».

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