San Gavino Monreale, via Tommaseo: una strada dimenticata


di Gian Luigi Pittau
Da oltre vent’anni vivono in un tratto di strada senza marciapiedi tra pozzanghere e fango in inverno, zecche ed erbacce in piena estate, ma anche in primavera e in autunno. Succede nel prolungamento di via Tommaseo nel tratto che supera il rio Pardu verso la periferia del paese. I residenti sono stanchi di questa vera e propria odissea anche perché i pericoli non mancano soprattutto per i bambini, le mamme con passeggino e le persone anziane. Lo denuncia con forza Daniela Montisci, una delle tante residenti del quartiere: «I marciapiedi sono presenti nel primo tratto di via Tommaseo in cui si trova anche il liceo scientifico. È una situazione vergognosa e insostenibile non degna di un paese civile. Abito in questa zona dal 1999 ma, nonostante le promesse fatte anche dal sindaco attuale, non abbiamo visto risultati concreti. La nostra sembra una strada abbandonata da Dio, eppure nei paesi vicini come Sardara i marciapiedi ci sono anche nella zona industriale. Ci dobbiamo muovere in mezzo al fango e anche parcheggiare l’auto diventa molto pericoloso. La sera l’illuminazione è carente in diversi punti con le auto che spesso corrono: la nostra incolumità è a rischio». Sulla stessa linea Marianna Ardu: «Vivo da 15 anni in via Tommaseo ma la situazione è sempre uguale. Ho due figlie che studiano rispettivamente alle scuole elementari e alle scuole medie: quando devono andare a scuola devono camminare sul ciglio della strada e cercare di evitare le pozzanghere: questa situazione è molto pericolosa. Vicino a casa mia c’è quasi sempre la cunetta allagata mentre in estate dobbiamo camminare a ridosso dell’erba alta che spesso dobbiamo tagliare noi residenti». Deve vivere ogni giorno con questi disagi anche Stefano Porceddu: «I pericoli sono costanti e anche parcheggiare è molto difficile. Vivo in questa zona da più di 20 anni e questa strada sembra essere stata dimenticata. Chiediamo all’amministrazione la costruzione dei marciapiedi: non capiamo perché questo importante intervento non sia stato ancora fatto. In primavera le erbacce arrivano anche all’altezza di un metro». In sostanza i residenti chiedono di essere considerati cittadini sangavinesi di serie A come tutti gli altri del paese e che dalle facili promesse si passi ai fatti concreti.

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