Via Roma, un tempo salotto e centro commerciale naturale del paese, è un ormai deserto. Da quasi 12 anni, da quando la stazione ferroviaria è stata trasferita in periferia, le macchine e le persone disertano il centro e si assiste alla grande fuga verso i centri commerciali della media e grande distribuzione. Che fare? I commercianti non vogliono stare a guardare questo inevitabile declino e propongono una soluzione a costo zero: il doppio senso in via Roma, ora a senso unico nel tratto compreso tra via Trento e la vecchia stazione.
E la proposta fatta dagli imprenditori locali a più riprese piace a Silvia Mamusa, nuova assessora al commercio e alle attività produttive: «Vorrei coinvolgere tutti i commercianti», evidenzia, «per studiare eventuali attività che possano incentivare un maggiore investimento dei cittadini a San Gavino Monreale. Da tempo si ipotizza la modifica del senso di marcia della via Roma e la conseguente riorganizzazione della viabilità delle vie afferenti. È un'ipotesi interessante, da valutare insieme ed eventualmente sperimentare per un periodo circoscritto. L'obiettivo è quello di favorire un transito più agevole e una maggiore permanenza degli acquirenti nel nostro contesto economico. È necessario, pertanto, valutare una nuova organizzazione dei parcheggi e dei luoghi di sosta per favorire gli acquisti nelle attività commerciali locali».
E tra i commercianti uno dei promotori di questa iniziativa è Pietro Atzori, titolare di un bazar e commerciante da 45 anni: «Via Roma a doppio senso non avrebbe nessun costo per le casse del Comune: chiedo agli amministratori di sperimentare questa soluzione che parte da chi ha esperienza nel settore del commercio. Bisogna avere il coraggio di provare questa idea che potrebbe rilanciare il commercio: la gente non attraversa più il cuore del paese e per arrivare in ospedale o nella nuova stazione percorre le circonvallazioni che stanno all’esterno del paese».
Ha tante proposte concrete anche Isabella Lisci, titolare da 20 anni di un’erboristeria posta a ridosso della vecchia stazione: «Per cominciare manterrei le promesse di riqualificazione urbana. La vecchia stazione in primis. La via Roma è disordinata e sporca: la renderei anche più colorata, con murales in tutte le serrande dei negozi. Poi farei qualcosa per incentivare un affitto equo dei locali sfitti, che sono numerosi e carissimi. Per esempio abbassare le tasse comunali ai proprietari dei locali sfitti a patto che garantiscano un importo equo. Molti preferiscono aprire nuove attività o spostarsi a Sanluri, perché gli affitti sono più accessibili. E infine il verde e i fiori».
Ha una soluzione sempre a costo zero contro la crisi anche l’imprenditore Gavino Floris: «I negozi del centro potrebbero restare aperti fino alle 23. Inoltre si potrebbe cercare di rilanciare il centro con l’organizzazione di almeno una notte bianca alla settimana per riportare la gente nel cuore del paese».
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