Ne è entusiasta l’assessore alla cultura e all’agricoltura di San Gavino Nicola Ennas: «In autunno - spiega - ci saranno tre settimane di eventi legati allo zafferano. Con questo progetto vogliamo avviare sperimentazioni di collaborazione tra i nostri Comuni per la promozione del territorio finalizzata ad incrementare la presenza di turisti soprattutto nell’ambito turistico e culturale. Attraverso il fiore viola si può innescare un meccanismo di promozione di un territorio e si può fare reddito guardando al mercato internazionale. In più possiamo sviluppare la coltivazione di altre piante condimentarie come il basilico. Quest’anno il Comune di Villanovafranca sarà capofila del progetto». Le attività proposte permetteranno di coinvolgere le comunità dei tre paesi attraverso la valorizzazione dei luoghi, la riscoperta delle tradizioni delle diverse comunità che stanno riscoprendo le opportunità del settore agricolo e della trasformazione di prodotti tipici.
Le potenzialità ci sono. Nel Medio Campidano si coltiva oltre il 60 per cento di tutto lo zafferano italiano e San Gavino Monreale con oltre 30 ettari e 200 chilogrammi di prodotto è la capitale italiana dell’oro rosso. In più si aggiunge la produzione dei campi di Villanovafranca e Turri che credono in questa preziosa spezia. Scommette sulla qualità il sindaco di quest’ultimo paese Martino Picchedda: «Lo zafferano è un prodotto di nicchia più importante della nostra cucina. Abbiamo la fortuna di avere un marchio Dop e intendiamo fare aderire molti produttori a questo marchio d’eccellenza».
Sulla stessa linea il sindaco di Villanovafranca Matteo Castangia: «Nei nostri comuni c’è un’antica tradizione di produzione della pregiata spezia, tramandata di generazione in generazione e che va valorizzata».
L’obiettivo comune è quello di continuare la promozione culturale, turistica, artistica ed enogastronomica del territorio in cui si coltiva il prezioso bulbo dal quale fiore viola si produce l’oro rosso. «Il fiore viola, presente a San Gavino da oltre mille anni, ha trovato qui il suo habitat: per noi - aggiunge l’assessore Nicola Ennas - è una miniera d’oro. Come Comune abbiamo destinato 5-6 ettari di terreni ad uso civico alla coltivazione dello zafferano. Vogliamo creare una rete di eventi continui per mettere in risalto le tradizioni, la storia e l’’identità della nostra comunità. Dobbiamo puntare sempre di più sullo zafferano riconosciuto dal marchio Dop».
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