di Gian Luigi Pittau
Fumata bianca. Dopo il vertice in Regione tra l’assessore regionale alla sanità Mario Nieddu, i sindaci, le organizzazioni sindacali e la consigliera regionale Rossella Pinna arrivano importanti novità e i bambini potranno nuovamente nascere nell’ospedale di San Gavino. Infatti sono riprese oggi 23 maggio le attività del nido dell'ospedale “Nostra Signora di Bonaria” di San Gavino Monreale. La decisione è arrivata nei giorni scorsi dopo una riunione operativa tra vertici e professionisti della Asl del Medio Campidano, Asl 7 del Sulcis e Aou di Cagliari. Per far fronte alla mancanza di professionisti indispensabili per garantire l’apertura del reparto di Neonatologia dell’ospedale di San Gavino nell’immediato per i piccoli pazienti di San Gavino Monreale, oltre alla riconferma degli specialisti della Asl 7 del Sulcis, arriveranno in supporto i pediatri dell’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari.
Entro luglio, poi, dovrebbe essere svolto da Ares Sardegna il concorso di Neonatologia dal quale si vuole attingere le risorse necessarie per rinforzare l’organico e non andare in sofferenza.
Una soluzione che ha visto in prima linea la mobilitazione di un intero territorio, del direttore sanitario dell’ospedale Sergio Pili e del direttore generale della Asl del Medio Campidano Giorgio Carboni. «Siamo sempre pronti - spiega quest’ultimo - a fare fronte comune, con le altre Asl e insieme alla Regione e Ares, per rispondere alle esigenze dei cittadini. Con una forma di collaborazione interaziendale, ognuno per le proprie disponibilità, si mettono a disposizione delle altre aziende sanitarie delle risorse, in questo caso i professionisti di diverse specialità, per poter superare le difficoltà momentanee».
Il punto nascita era stato chiuso il primo maggio a causa del numero esiguo di pediatri insufficienti a garantire la continuità dell’assistenza.
Ora dopo tre settimane si riapre e le future mamme che non saranno costrette a spostarsi negli ospedali più lontani di Cagliari e Oristano.
Si è impegnato per una rapida soluzione l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu: «Ancora una volta, attraverso importanti sforzi organizzativi, ci troviamo a far fronte a una carenza di specialisti che parte da lontano e pesa in modo particolare sui presidi che si trovano al di fuori dei grandi centri urbani. Un problema che non riguarda solo la Sardegna e i cui effetti si riverberano ovunque a livello nazionale, anche in sistemi sanitari storicamente più solidi del nostro. Nel caso di San Gavino, che rappresenta un presidio strategico per il territorio, faremo ricorso allo strumento di incentivi delle Risorse aggiuntive regionali, attivato per la prima volta alla fine dello scorso anno con uno stanziamento di 13 milioni di euro. Continuiamo a bandire i concorsi e abbiamo ripreso ad investire con convinzione sulla sanità del nostro territorio a partire dalla formazione dei medici, attraverso l’aumento esponenziale delle borse di studio. Soluzioni strutturali di questo tipo, però, producono effetti apprezzabili solo nel tempo e oggi abbiamo situazioni che non possono restare in attesa di risposta».
© Riproduzione riservata