San Gavino Monreale, emergenza siccità, la giunta comunale dichiara lo stato di calamità naturale


di Gian Luigi Pittau
A San Gavino non piove da mesi e la situazione nelle campagne è sempre più critica sia per gli allevatori che per gli agricoltori. Ecco perché la giunta comunale ha dichiarato lo stato di calamità naturale come evidenzia il sindaco Stefano Altea: «Le condizioni climatiche verificatesi in Sardegna e nel territorio di San Gavino Monreale da diversi mesi, hanno fatto registrare registra l’assenza di rilevanti precipitazioni, tale da determinare un gravissimo stato di siccità, condizione che sta arrecando considerevoli danni alle aziende agricole e dell’allevamento presenti nel territorio comunale per mancata o ridotta produzione o anche per il grande aggravio di costi dovuti alla necessità di approvvigionamento dell’acqua». [caption id="attachment_101812" align="alignleft" width="248"] Stefano Altea[/caption] Il fenomeno nelle ultime settimane è diventato ancora più preoccupante a causa del recente incremento delle temperature, accompagnate da fenomeni di “onda di calore” con temperature massime pari e talvolta superiori ai 40 gradi. Di qui la richiesta di intervento urgente inoltrata dall’amministrazione comunale alla Regione, al Laore e all’Argea. «A oggi -aggiunge il primo cittadino - si registra una persistente assenza di precipitazioni con riduzione delle percentuali di umidità dei suoli tale da compromettere la stagione agraria e numerose aziende zootecniche lamentano difficoltà nel reperire le materie prime di alimentazione e di abbeveraggio del bestiame. Al Comune sono pervenute ad oggi numerose segnalazioni informali sia di imprese agricole e zootecniche singole che da privati cittadini, che segnalano ingenti danni alle colture agricole con decremento nello sviluppo delle produzioni locali, con conseguenti aggravio delle spese per le produzioni. Chiediamo l’immediato intervento della Regione affinché possa intervenire con immediatezza con finanziamenti e interventi di varia natura, a favore del nostro Comune».

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