San Gavino, la vecchia ferrovia terra di nessuno tra erbacce e rischio incendi


di Gian Luigi Pittau
Erbacce e degrado nell’ex stazione ferroviaria e lungo il tratto urbano a ridosso della vecchia ferrovia. Succede da anni a San Gavino da quando la stazione è stata spostata dall’altra parte del paese e ora con l’arrivo del caldo afoso e delle alte temperature il rischio incendi è molto alto. L’erba alta è diventata nelle ultime settimane sempre più folta fino a formare cespugli e una foresta urbana insieme ad arbusti di diverso genere. I residenti hanno paura e vivono come un incubo il rischio di incendi oltre al degrado che sembra essere diventato la normalità anche se il Comune ha ottenuto in comodato d’uso gratuito i locali della ex stazione e una buona parte della vecchia ferrovia: «Sono stato costretto - racconta Giorgio Virdis, uno dei tanti residenti - a pulire l’area a ridosso della mia casa per il pericolo di possibili incendi. Negli anni scorsi in quell’area ho visto topi enormi circolare liberamente: ogni anno si ripete la stessa situazione e l’area non viene pulita». Sulla stessa linea Pasquale Marongiu, pensionato: «L’amministrazione comunale sembra essersi dimenticata della cura di questa parte del paese che un tempo era il cuore pulsante della vita economica e sociale del paese. Da anni si parla della creazione di una grande area verde con parchi e piste ciclabili, ma non è stato fatto niente di concreto. Inoltre il Comune spende soldi per la ristrutturazione dei locali dell’ex stazione che poi dovranno essere restituiti alle Ferrovie dello Stato. Il degrado è sotto gli occhi di tutti come le tante promesse non mantenute, ma il Comodato d’uso è partito nel 2017». Di sicuro si potrebbe fare di più come evidenzia Gianni Palombo, volontario dell’associazione Anpana: «Non c’è nessuna cura in tutto il vecchio tracciato della ferrovia e i residenti, oltre a rischio incendi, devono fronteggiare l’emergenza sanitaria per la presenza di enormi roditori e blatte». Un tempo passavano i treni, ma ora dall’ex passaggio a livello all’altezza della casa madre delle suore del Cenacolo fino alla strada di Pabillonis corre solo l’erba alta e l’abbandono più totale come denuncia il pensionato Antonio Garau: «Come residenti stiamo  provvedendo a tagliare l’erba secca che è altissima e arriva anche all’altezza di due metri. Con il vento di certo le fiamme non si fermano e la vecchia strada ferrata sta diventando anche una discarica a cielo aperto con la presenza di materiali pericolosi come l’amianto o anche boccette di metadone. Il Comune, che ha il comodato d’uso dell’area dal 2017, è il responsabile di questo scempio: l’amministrazione spende i soldi nei locali nell’ex stazione ma non per garantire la sicurezza dei suoi cittadini». Spara a zero il consigliere comunale Stefano Altea: «È assurdo che il Comune spenda tantissimi soldi dal proprio bilancio (700mila fino ad oggi, più di 2 milioni in futuro) per la ristrutturazione degli immobili di proprietà delle Ferrovie e anche lo scorso anno ha utilizzato 35mila euro per la pulizia dell’area per un intervento che doveva essere di competenza delle Ferrovie e che non comporta nessun beneficio alla comunità ma crea solo un pericolo per le persone e le cose». Ma il sindaco Carlo Tomasi assicura di avere a cuore la cura dell’area: «Il caseggiato ristrutturato era in condizioni di completo abbandono. Abbiamo fatto dei lavori di manutenzione straordinaria che le Ferrovie non avevano interesse a fare».    

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