«Molti lavoratori, ha proseguito mons. Carboni, stanno vivendo la loro personale “settimana di passione” data dall’incertezza del futuro, e un’angoscia profonda. Come cristiani sappiamo che la settimana di passione si compie nella resurrezione, ed è per questo che imploriamo che arrivino annunci di speranza. Come Lazzaro al sepolcro, anche noi e il nostro territorio siamo legati da molti lacci, abbiamo bisogno di qualcuno che ci liberi, e dobbiamo noi stessi come Chiesa stimolare, suscitare opinioni e sensibilizzare perché sia tenuta alta l’attenzione su questa preziosa realtà lavorativa»
La Chiesa di Ales-Terralba si fa dunque portavoce di una parola di incoraggiamento e di speranza per tutti gli oltre 120 lavoratori, la cui età media è inferiore ai 40 anni, e della richiesta di non decidere sulla pelle dei lavoratori, ma a vantaggio di tutti, soprattutto dei lavoratori. Occorre riprendere il dialogo per trovare una soluzione positiva alla vertenza.
Nei prossimi giorni, parallelamente alle azioni di protesta pacifica dei lavoratori, manterremo desta l’attenzione sulla situazione, perché sia rispettata la dignità delle persone e ognuno possa trovare il giusto riconoscimento del proprio diritto al lavoro e alla serenità della propria famiglia.
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