Una vita in trincea dedicata ai suoi oltre 1500 pazienti per oltre 30 anni. Cosi il medico di famiglia Bruno Atzei, 68 anni, specializzato in reumatologia, è andato in pensione chiudendo il suo ambulatorio di via Garibaldi. Neppure il Covid-19 ha fermato l’attività instancabile di questo medico (nella foto di Luca Vaccargiu): «Sono stato sempre disponibile - racconta - e anche in questo periodo di pandemia non ho mai chiuso le porte a nessuno perché il medico non è come il parrucchiere e il paziente che sta male deve essere soccorso subito anche senza appuntamento. Nel mio ambulatorio con mascherina e distanziamento potevano stare distanziate 6 persone e le altre hanno aspettato con pazienza negli spazi esterni». Una lunghissima esperienza iniziata in ospedale dove il medico sangavinese lavora per cinque anni tra centro trasfusionale, pronto soccorso, medica e chirurgia, un concorso vinto da dirigente medico per continuare a lavorare in ospedale, ma poi arriva la scelta di vita di dedicarsi ai suoi pazienti. Gli ultimi anni sono stati durissimi, ma Bruno Atzei non si è mai tirato indietro: «Sono andato a visitare all’inizio della pandemia uno dei miei pazienti colpiti dal covid-19 (poi è deceduto) e gli ho ascoltato i polmoni: per fortuna avevo la mascherina fp2. Alcuni mesi fa sempre per il covid-19 è morta una mia paziente 60enne. In questi ultimi due anni ho mantenuto il rapporto con la gente e sono stato il primo dei medici a finire in quarantena. Ho vaccinato i miei pazienti che non si potevano muovere dal domicilio andando a casa loro». E a San Gavino è altissima la percentuale di malattie come la Sla, di cui ancora oggi si ignorano le cause: «Anni fa è venuto anche un medico di Reggio Emilia che analizzò l’acqua ma non furono trovate sostanze inquinanti o tossiche. È un fatto particolare che la sclerosi laterale amiotrofica abbia colpito moti calciatori ma anche persone che hanno lavorato in campagna: ci potrebbe essere qualche correlazione con l’uso dei pesticidi. Ho avuto in cura anche una famiglia dove c’erano diversi casi di Sla». Complice l’inquinamento del passato di fabbriche storiche come la fonderia si sono verificati tantissimi casi di tumori: «La percentuale è altissima, superiore alla media regionale. e quelli più diffusi sono al colon retto, molti tumori polmonari ma anche alla mammella, alla vescica e alla prostata. In più a oggi non conosciamo gli effetti che potranno creare i campi elettromagnetici anche se non si hanno ancora dati certi. C’è anche il problema dell’alta concentrazione delle polveri sottili con i valori di riferimento che vengono superati in alcuni giorni dell’anno». Ma per la prevenzione delle malattie il medico di famiglia ha un ruolo fondamentale. «Talvolta - aggiunge Bruno Atzei - la nostra figura viene sminuita ma risulta importantissima perché siamo i primi a rapportarci con i pazienti. Ora che sono andato in pensione sento la gratitudine dei miei pazienti che mi fermano ogni giorno per strada: penso che aprirò l’ambulatorio specialistico di reumatologia. I miei pazienti sono stati in questi anni per me sorelle, fratelli, figli madri e padri e mi hanno fatto sentire un amico». Bruno Atzei è stato per 15 anni anche il medico della squadra di calcio Monreale e ora ha lo stesso ruolo con l’Italpiombo-Santa Teresa. Il medico Bruno Atzei si è diplomato al liceo scientifico di San Gavino e nel 1988 ha conseguito la laurea in Medicina e chirurgia per poi specializzarsi nel 1994 in Reumatologia. Ha lavorato in ospedale prima nel centro trasfusionale e dopo nel pronto soccorso e nei reparti di chirurgia e medicina. Bruno Atzei risulta vincitore del concorso di dirigente medico in ospedale ma poi arriva la scelta di vita nel 1991 come medico di famiglia, con l’apertura dell’ambulatorio in via Garibaldi dove ha esercitato per ben trenta lunghi anni, garantendo il proprio servizio a oltre millecinquecento pazienti. Quella di Bruno Atzei è una bella storia di un medico sempre al servizio della gente che non si è mai tirato indietro creando un rapporto speciale con tutti. Ora è arrivata la meritata pensione.
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