San Gavino, gli abitanti di via Risorgimento da anni vivono nel degrado tra voragini e fango


di Gian luigi Pittau

Vivono in mezzo al degrado e all’abbandono più totale in mezzo al fango in inverno e in mezzo alla polvere in estate per non parlare della strada di accesso alle abitazioni che sembra essere un sentiero di guerra tra buche e voragine. È questa la condizione degli cento residenti delle tre palazzine di via Risorgimento che raggruppano trentasei appartamenti. Una situazione che va avanti da decenni tra promesse di intervento, ma i problemi restano per questo agglomerato (dimenticato) di case anche se tanti anni fa (dal 2005 al 2008) i residenti hanno ceduto al Comune gli spazi comuni per permetterne la sistemazione. Lo ricorda Mauro Altea, che ha vissuto a lungo in via Risorgimento: «Sono stato il primo a nascere 68 anni fa in quelle palazzine dove ancora abita mia mamma. Come residenti abbiamo firmato all’ufficio del registro di Sanluri, la cessione delle aree esterne al Comune, ma non è mai stato fatto niente, eppure l’amministrazione ha speso 6mila euro per pagare un tecnico per il conteggio dei millesimi delle abitazioni a cui si aggiungono altri 56mila euro di consulenze». Una situazione da terzo mondo per Anselmo Maxia: «Abito nella terza schiera delle case e quando devo uscire con la mia bambina di due mesi devo mettere il passeggino in macchina, l’auto che avevo prima è stata danneggiata dalle voragini. In queste case vivono anche persone disabili e un non vedente: tutto questo è vergognoso». Gli fa eco Sonia Angioi: «Siamo stufi delle tante promesse a cui non seguono mai fatti concreti, ci sentiamo dimenticati: le condizioni delle aree esterne sono pessime». Arrivare all’ingresso delle abitazioni è un incubo come evidenzia Luca Congia: «Viviamo ora in un ambiente malsano in inverno e in mezzo alla polvere in estate. Entriamo a casa con i piedi che sembrano essere passati in una palude. Questo grave problema va avanti da decenni. Confido sempre nella parola data, ma anche le promesse e le parole sembrano essersi perse nel fango».  È indignata anche Sharon Lisci: «Vivo nella seconda palazzina con mio padre: la strada è in condizioni pietose e anche da poco ci sono stati diversi allagamenti. Le auto subiscono danni continui: a mio padre si è staccato un pezzo della macchina, io tocco di continuo il fondo con la mia auto».  Di recente è saltata pure la fogna come ricorda Carlo Zedda: «Ho 57 anni e sono nato qui. Come residenti abbiamo dovuto rifare la fogna a nostre spese perché abbiamo scoperto che la parte interna appartiene ancora a noi. Anche prima delle ultime elezioni il sindaco ha detto che avrebbe risolto tutto, ci sentiamo presi in giro». L’INTERVENTO DEI CONSIGLIERI E sulla questione i consiglieri Stefano Altea e Nicola Orrù hanno presentato un’interpellanza al primo cittadino denunciando il degrado dell’area: «Più di 30 famiglie residenti nelle palazzine site in Via Risorgimento si trovano da decenni in gravi difficoltà per via della mancata urbanizzazione di tale strada. L’attuale sindaco, sia privatamente - durante una riunione con i residenti in prossimità delle elezioni - che pubblicamente, tramite l’inserimento del tema nel programma elettorale della lista, ha preso l’impegno di eseguire i lavori di viabilità urbana relativi alla via Risorgimento. Vogliamo sapere il perché della mancata esecuzione dei lavori e quali sono le azioni che l’amministrazione intende porre in essere per onorare l’impegno preso con le famiglie». IL PRIMO CITTADINO Ma il sindaco Carlo Tomasi promette il suo impegno: «È una situazione complessa, abbiamo da tempo investito un notaio per l’acquisizione delle aree, ma porteremo il problema in giunta in modo da acquisire e risanare l’area». I RESIDENTI Enrico Mereu sottolinea il disagio e il degrado nel quale gli abitanti siamo costretti a vivere quotidianamente con mancanza di fognature, illuminazione, rete idrica con tubi "volanti", strade che alle prime piogge diventano impraticabili. «Nei condominii di Via Risorgimento, ci sono anche persone anziane e disabili, che non possono muoversi di casa, perché la strada è impraticabile, hanno necessità di avere qualcuno che li consenta di avere un passaggio in macchina per uscire di casa ed attraversare quelle strade che sono un pantano ed un reale pericolo per la sicurezza. Il disagio si trascina ormai da decenni! Nel recente consiglio comunale, i consiglieri di minoranza hanno accolto le difficoltà dei residenti e posto l'interpellanza su tale problematica. Come evidenziato dal sindaco esistono delle difficoltà burocratiche e legali per risolvere definitivamente la questione, ma è stato preso, personalmente dal sindaco, l'impegno politico, nei confronti di tutte le famiglie residenti nelle palazzine di via Risorgimento, al fine di risolvere il problema acquisendo tutte le aree comuni anche quelle che presentano problematiche, e procedere con i lavori di urbanizzazione e ripristino di tutta l'area. Noi ci auspichiamo e ancora una volta speriamo, che questo impegno assunto pubblicamente, sia mantenuto e che la via Risorgimento e il Comune di San Gavino, possano riavere un'area comune che dia dignità ai residenti e a tutta la comunità che usufruisce di tali spazi».

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