Mascherine contro il virus nella fabbrica che da cinquant’anni produce salotti venduti non solo in Sardegna ma anche in altre regioni italiane. È la storia di Ciro Senis, 55 anni, imprenditore sangavinese che ha riconvertito la produzione dell’azienda di famiglia, (nata per iniziativa del padre Gian Piero e della mamma Clotilde Erriu), che porta avanti con la sorella Cristiana. La speranza nasce così nello stabilimento che si trova nella zona industriale del paese, già messa a dura prova dall’alluvione del 18 novembre 2013 quando il vicino rio Malu esondò mettendo sott’acqua le tante aziende presenti: «Ho già avviato la produzione - racconta Ciro Senis - e al giorno siamo già in grado di produrre mille mascherine in doppio strato tnt in poliestere: non sono chirurgiche ma sono un ottimo filtro contro i batteri. Con i decreti del Governo e della Regione sarei dovuto rimanere con le mani in mano e interrompere l’attività imprenditoriale e allora ho pensato di fare qualcosa per rendermi utile ai cittadini sangavinesi ma anche alle aziende sarde e a altre che si trovano in Italia e all’estero come in Belgio. Ho già ricevuto diverse richieste di aiuto e di ordinazioni per le mascherine».
In pochissimo tempo Ciro Senis con la sorella Cristiana hanno riconvertito la produzione della fabbrica dei salotti: «Un domani - spiega l’imprenditore 55enne - speriamo di poter riprendere quella che è la nostra produzione di artigiani e che ci ha portato ad avere 15 dipendenti e 180 rivenditori in Sardegna, ma adesso c’è un’emergenza da affrontare e mi sono voluto mettere in gioco. L’obiettivo non è quello del guadagno: è chiaro che dobbiamo cercare di rientrare con le spese, pagare i lavoratori (al momento sono 4) e le materie prime. Non vogliamo fare un’opera di speculazione e cercheremo di tenere il prezzo al ribasso in modo da accontentare tutti coloro che ne faranno richiesta. Appena ho lanciato l’idea siamo stati sommersi da una valanga di ordinazioni e di richieste per queste che sono mascherine filtranti monouso. Ho voluto seguire l’esempio dell’azienda di Bonorva “Il Ghiro” fondata da Enzo Pietri e ora portata avanti dal figlio».
Ciro Senis con grinta e con coraggio è andato al di là della burocrazia e ha investito per comprare nuovi macchinari (come i bordatori) per confezionare le mascherine: «Non ho chiesto contributi a nessuno e ho investito per poter realizzare le mascherine. Dal Belgio mi ha contattato lo chef sangavinese, emigrato da più di 20 anni, Ettore Secchi, proprietario di un ristorante nella città di Aarschot e ho ricevuto richieste di mascherine anche da un mio amico imprenditore di Salsomaggiore in Emilia Romagna. Questi strumenti di protezione spesso sono introvabili e anche a San Gavino il sindaco Carlo Tomasi ha emesso un’ordinanza che ne rende l’uso obbligatorio nei locali pubblici».
La voglia di andare avanti è molto forte anche se non sempre arrivano grandi incoraggiamenti: «Per un imprenditore - aggiunge - è impossibile vivere con il sussidio previsto di 800 euro al mese che spesso non copre neppure le spese delle bollette dell’energia elettrica e dell’acqua. Finita l’emergenza spero di poter tornare al mio lavoro normale perché sono cresciuto tra i divani di ogni tipo. Penso che la vita debba essere presa con il sorriso ma in Italia c’è una tassazione incredibile e oggi si sente nel nostro settore di artigiani la concorrenza della media e della grande distribuzione: oggi i divani arrivano a poco prezzo dalla Turchia. Spero che l’amministrazione comunale tenga conto che un imprenditore locale ha avviato la produzione di mascherine: ho informato il sindaco della mia iniziativa e ho avuto molte richieste anche da parte degli anziani e non. Incoraggiamenti a proseguire su questa strada mi sono arrivati dall’ex primo cittadino e attuale consigliere di minoranza Stefano Musanti che mi ha dato diversi consigli».
La voglia di fare non manca ed è contagiosa: «Nella nostra azienda - conclude Ciro Senis - ho portato anche mio padre Gian Piero che ha 79 anni e chiederò anche il suo aiuto se necessario. Mia madre, scomparsa un mese e mezzo fa, ci ha sempre trasmesso la passione per il lavoro e qui la nostra azienda, insieme a quella dei Cinus, sono state le prime a nascere nella zona industriale del paese”.
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