di Gian Luigi Pittau
Riscoprire la storia dell’antico convento di Santa Lucia e mettere in mostra le arti e i saperi locali con mostre e la partecipazione di tantissimi volontari riuniti anche in associazioni.
Così è stata un successo la manifestazione, organizzata dalle parrocchie del paese, che in un giorno e mezzo di apertura ha visto la partecipazione di ben 450 persone.
Ne è entusiasta don Massimo Cabua, uno degli ideatori della manifestazione: «È stata un’esperienza bella, ricca nella sua proposta e ben accolta da chi ha scelto di esserci e viverla. È segno che il convento ha davvero tanto potenziale che potrebbe essere messo sempre più a servizio del territorio con la sua storia e la sua bellezza ma anche con la sua capacità di accogliere tante cose diverse».
Tantissimi volontari hanno permesso di realizzare una bella manifestazione a partire dagli studenti dell’istituto comprensivo “Eleonora d’Arborea” che hanno guidato i visitatori alla scoperta del monumento mentre l’associazione “Curatoria Monreale” ha presentato il bellissimo reading “Sa stòria de unu pòpulu”.
Tanti gli espositori e le dimostrazioni dei mestieri come il "Mulino Su Mori" con il racconto della cultura dei cereali mentre l’allevamento Cualbu ha permesso di osservare la tosatura e la lavorazione del latte.
Gli apicoltori Antonio Cossu e Antonello Inconis hanno fatto un’affascinante dimostrazione della smielatura. Poi lo studio Altea e il fotografo Toto Casu hanno curato una bellissima mostra fotografica sulla vita ecclesiale del passato, la compagnia Medievale Monreale ha allestito e gestito con maestria la mostra degli oggetti artistici ed etnici della cultura medievale e sarda. Roberto Maccioni ha esposto gli stupendi abiti tradizionali sardi con la lavorazione dei ricami in presa diretta. Fernando Marrocu ha esposto le stampe dei suoi lavori e gli amici del laboratorio di ceramiche Anna Cara hanno raccontato tutto il processo creativo della ceramica artistica. Inoltre Fabrizio di Lorenzo ed Elena hanno curato la mostra sui modelli dei Cavalieri dello Zodiaco e dei Transformers.
Un grande apporto è stato dato dai volontari del punto break, dell’azione Cattolica, dell’Ordine Francescano Secolare e della Caritas Interparrocchiale.
«É stata davvero un’esperienza di comunità,- conclude Don Massimo Cabua - dove ciascuno ha dato il suo contributo facendo al meglio la propria parte. Un’esperienza che ha valorizzato un bene identitario e ancor più che ci ha aiutato a costruire rete, relazione, amicizia. Un’esperienza che ha offerto una bella proposta ai visitatori e una bella opportunità a chi ci ha lavorato: anche questo è costruire Chiesa e comunità umana. Tutto il ricavato delle varie iniziative andrà interamente a contribuire alle attività della Caritas in sostegno dei più bisognosi».
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